Ultimamente la parola “matrimonio” si trova più facilmente vicina alla parola “divorzio” che alla parola “amore”, tra statistiche e coppie vip che credevamo inossidabili e che invece sono scoppiate. Perciò per cominciare a capire se il proprio partner è o non è quello giusto, ci sono un paio di questioni da indagare per scoprire se la persona che abbiamo accanto o l’uomo della nostra vita o se invece è il nostro futuro ex-coniuge.

Prima di tutto non bisogna sottovalutare il passato del nostro partner, o meglio il comportamento che ha avuto nelle sue passate relazioni amorose. Se si è comportato in modi che non riconosciamo come suoi, bisogna chiedersi cosa faremmo se la stessa situazione si ripetesse. Ci sono molte probabilità che le vecchie abitudini si riaffaccino.

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Secondo la psicologa Elizabeth Lombardo, bisogna capire se il proprio uomo in passato si è comportato male perché in quel contesto non è riuscito a fare altro, o se è un meccanismo che può ripetersi in qualsiasi momento.

Un criterio interessante per capire se è l’uomo giusto è quello di confrontare le qualità di cui il nostro uomo ideale non deve fare a meno con quelle che crediamo di vedere nel nostro compagno. Dice ancora la dott.ssa Lombardo:

Dico ai miei clienti di disegnare un cerchio grande con dentro uno più piccolo, poi scrivere nel cerchio piccolo quattro o cinque qualità che il marito deve assolutamente avere, ad esempio avere un punto di vista comune su religione, famiglia e soldi. Poi li faccio riempire il cerchio grande con qualità che sarebbe bello avesse. Dovreste cercare un partner che abbia le qualità del cerchio interno e alcune di quello esterno, non viceversa.

Considerare il presente e non il potenziale futuro è un’altra considerazione importante da fare. Bisogna guardare cioè al partner per quello che è oggi, non per quello che potrebbe diventare domani, non cioè in base alle aspettative.

Il suo rapporto con la famiglia è un potenziale di crisi futura notevole. Non tanto per il rapporto nefasto che può crearsi con la suocera, ma per il rapporto con la famiglia intera. Se infatti non condividete una linea nell’idea di rapporto con i genitori è facile che veniate ai primi scontro. Se il vostro lui vede i genitori una volta l’anno, e voi i vostri una a settimana è facile che si creino incomprensioni. La soluzione è parlarne e arrivare a un compromesso il primo possibile.

Anche la passione ovviamente gioca il suo ruolo. Secondo la terapista di coppia Jennifer Gauvain deve esserci un certo fremito nella coppia. E anche se è inevitabile che dopo anni, la fiamma possa non essere quella del principio, devono esserci momento di desiderio:

Essere felicemente sposati significa essere più che migliori amici. Il sesso non farà sparire i problemi ma può servire da cuscinetto durante gli inevitabili momenti difficili.

Bisogna chiedersi poi se stiamo sposando l’attuale compagno semplicemente perché abbiamo superato l’età in cui ci eravamo già figurate come mogli. Per evitarlo, basta chiedersi se anni prima avremmo comunque mantenuto in piedi la storia.

E se a un passo dal matrimonio ci si ritrova obnubilate dai dubbi? La risposta è semplice, secondo la dott.ssa Lombardo, bisogna riuscire a far luce sul fatto che sia il futuro sposo o il matrimonio a farci paura:

Non dovresti chiederti se è lui l’uomo giusto perché è un po’ come un orgasmo, se non sei sicuro di averlo avuto, non l’hai avuto. Se dopo averci pensato non sei ancora sicura che sia l’uomo giusto, allora probabilmente non lo è.