Il matrimonio è alle porte e si devono ancora scrivere le promesse da recitare davanti a Dio, al prete, al sindaco e a un sacco di altra gente accorsa per vedere quello che si presume essere il giorno più bello della vita di un uomo e una donna? In realtà, il giorno delle nozze si appresta a diventare un incubo: potrebbe insorgere l’ansia da prestazione solo a immaginare che promesse scrivere.

Perché la scrittura è qualcosa che sembra molto facile, finché non ci si appresta a farlo. Non è semplice, ma non c’è bisogno di entrare nel panico: l’importante è evitare quello che in gergo si chiama “blocco dello scrittore“. Si tratta di un fenomeno che coglie chi sta cercando di scrivere ma non trova una sola idea da mettere su carta, perché l’argomento è troppo importante e la pressione del momento è tantissima.

Inoltre, le promesse di matrimonio sono un messaggio di sacralità laica. Sia che ci si sposi in Chiesa che in comune, le promesse devono essere pronunciate e significano una sola cosa: che ci si dovrà amare per tutta la vita. E questo fa un po’ paura: stare con lo stesso uomo per tutta la vita significa un impegno forte, esponenzialmente più preoccupante che apprestarsi a un nuovo lavoro o scegliere un vestito per una serata di gala, e quindi non va preso alla leggera. Da qui le ansie di rito.

Tra le promesse bisognerebbe scrivere qualcosa che sia davvero importante per relazione di chi si appresta a questo grande passo. Così si potrebbe ricordare, con un linguaggio da capire solo in due, cosa si è provato al primo incontro, un episodio buffo o significativo, qualche esperienza che si è vissuta insieme. Marito e moglie saranno così il centro dell’universo quel giorno e le promesse segneranno in che direzione stanno andando come coppia stabile.

Si deve anche avere ben presente quello che si vuole scrivere. Non importa se l’italiano utilizzato sarà approssimativo, l’importante è che lui capisca quello che si vuole dire. Ci sono delle emozioni ben precise che si sono provate insieme e che vanno ripercorse in quella giornata, che rappresenta idealmente il simbolo più compiuto dell’amore e dell’impegno che si sta per prendere.

Infine, si deve lasciare che le parole vengano dal cuore. Come quando nel film “Sex and the City” Carrie Bradshow consiglia al suo futuro marito di scrivere con calma le proprie promesse e, in caso di blocchi, di mettere su carta soltanto un “io ti amerò”. È in questo che dovrebbe consistere la vera promessa di matrimonio. E, soprattutto, non bisognerebbe esagerare con nulla che possa emozionare la sposa al punto di piangere: una sposa con il trucco sfatto e scolato sul viso non è mai un bel vedere.