Ero convinta da sempre si trattasse solo di una legenda, di una favola per spaventare i ragazzini, affascinarli con quell’alone di mistero che solo certe storie riescono a lasciare, o far fruttare milioni di dollari a romanzieri e relative case cinematografiche che ne tiran fuori saghe infinite che mandano in delirio gli adolescenti. E invece il mondo dei vampiri esiste: sono persone più o meno normali che scoprono una dipendenza, proprio come la nicotina o la cocaina. Qualcosa di forse poco sano, ma al quale non si riesce a dire di no.

Michelle vive in California, a Lancaster, è una tatuatrice, ha 29 anni, e da 15 beve sangue umano e animale, ne è ossessionata, non riesce a farne a meno. Lo sostituisce al caffè la mattina perché dice che le da tantissima energia, lo usa per cucinare, per preparare zuppe, lo sorseggia leggendo o guardando la televisione al posto del vino.

Il sangue umano è difficile da recuperare (non ne avevamo dubbi, ndb), – spiega la moderna vampira al canale americano TLC- e ad ogni modo il sapore del sangue varia da essere vivente a essere vivente, da uomo a uomo. Non solo. Dipende anche da che parte del corpo viene estratto: personalmente non mi piace quello estratto dal collo, è un cliché, e non deve essere troppo caldo, altrimenti diventa gelatinoso, Personalmente preferisco quello di maiale, è più saporito rispetto al manzo”.

Dichiarazioni a dir poco disgustose, ma che Michelle rilascia come se il vampirismo fosse un qualcosa di estremamente naturale, un toccasana migliore di qualsiasi elisir. Peccato che, senza il suo sangue, Michelle diventi un’altra persona: “Se rimango a lungo senza assumerne un po’ mi trasformo in una donna insopportabile, irritabile, arrabbiata e non esco più di casa. Ho bisogno del mio sangue”.