Quando accadono eventi terribili nel mondo, come l’attentato di Parigi, i genitori si trovano nella situazione per cui è necessario spiegarli ai bambini o rispondere alle loro domande. Mentre il primo istinto naturale di una mamma e di un papà sarebbe quello di proteggere i propri figli da tutto ciò che di brutto c’è al mondo, questo potrebbe non essere l’approccio educativo migliore.

I bambini, infatti, sentiranno comunque gli adulti parlare, guarderanno anche di sfuggita un telegiornale, potrebbero affrontare l’argomento con le maestre a scuola e avere molte domande da fare. Dai genitori, infatti, i bambini prendono – per imitazione – i loro primi strumenti cognitivi e di analisi della realtà, e se si è ansiosi o reticenti si potrebbe trasmettere questo atteggiamento ai propri figli.

Il dialogo va anzi incoraggiato, così che i bambini potranno esprimere i proprio sentimenti e i dubbi. Per questo è meglio siate sempre in grado di rispondere alle loro domande, di saper raccontare i fatti e impostare il tono emotivo: ecco come spiegare ai bambini l’attentato di Parigi o altri fatti dello stesso peso e gravità.

  • Con i bambini in età pre-scolare. I bambini così piccoli, sotto i cinque anni, sono gli unici a cui non è consigliato dare maggiori dettagli rispetto a quelli che chiedono loro stessi. A quest’età, infatti, non hanno ancora imparato a distinguere pienamente tra realtà e paure, tra incubi e fatti reali, e potrebbero temere di perdere qualcosa nella loro vita.
  • Con i bambini delle scuole elementari. A questa età saranno senz’altro i bimbi stessi a volerne sapere di più, a tentare di capire. Cercate di non indugiare su particolari drammatici e morbosi come il numero dei morti o il tipo di armi utilizzate, ma piuttosto rispondete alle loro domande, perché la conoscenza allevia l’ansia, e rassicurateli facendoli sentire amati e al sicuro, spiegando che i colpevoli sono stati catturati e puniti e che l’eventualità di un altro attentato simile è rara.
  • Con i ragazzi delle scuole medie. I ragazzi sopra gli 11 anni potrebbero anche sembrare indifferenti rispetto a questo tipo di accadimenti, e più che essere in grado di rispondere alle domande, per questa età è importante saper aiutare a elaborare la notizia. Ogni carattere, poi, esprimerà i propri sentimenti in maniera differente, l’importante sarà non tenerli dentro.
  • Con gli adolescenti delle scuole superiori. Probabile che, a questa età, grazie a internet e ai social network, i vostri figli ne sappiano molto più di voi. A questo punto, inutile nascondere l’evidenza, meglio parlare in termini di probabilità per rassicurare i ragazzi e comunque sapere che è importante approfondire il tema con un dialogo tra pari.