Parigi, Bruxelles, Nizza, Berlino e ora Manchester, gli attentati diventano protagonisti della cronaca e i più piccoli vengono a contatto con tematiche per loro spesso astratte, sconosciute o incomprensibili: come spiegare il terrorismo a bambini e ragazzi?

Esistono suggerimenti che arrivano da esperti, psicologi e insegnati, che tuttavia non sono esaustivi, in quanto la sensibilità di genitori e figli è diversa da caso a caso. Tuttavia è possibile contare su una serie di consigli che nascono dall’esperienza per spiegare il terrorismo a bambini e ragazzi, per dar loro maggiori informazioni su cui riflettere e attraverso cui filtrare le notizie che inevitabilmente arrivano loro, per permettergli di affrontare la paura.

Nonostante abbiano le loro opinioni, è fondamentale che i genitori prima di parlare con i figli si informino al meglio per non dare notizie errate oppure deformate, mantenendo sempre calma e obbiettività, nonostante si tratti di un tema davvero caldo.

Vediamo, ora, alcuni consigli per capire come spiegare il terrorismo a bambini e ragazzi.

  • Vietato fare finta di niente. I bambini e i ragazzi sono attivamente coinvolti nelle vite degli adulti e delle comunità e tutto ciò che le tocca finisce inevitabilmente per riguardarli, non fosse altro per brandelli di conversazioni captati mentre mamma e papà parlano insieme. E questo è acuito dal fatto che per lo più sono creature intuitive e sensibili. Agire come se nulla stesse accadendo, facendo finta di niente, dunque, è sconsigliabile, perché non farebbe altro che lasciarli con le loro preoccupazioni, i dubbi, le paure.
  • Distinguere in base all’età. Naturalmente è importante distinguere i discorsi da fare in base all’età, perché un bambino sotto i 5 anni e un adolescente sono molto diversi nella capacità di comprendere e nell’atteggiamento verso la vita.
  • Bambini sotto i 5 anni. Con i bambini più piccoli basterà rispondere alle loro domande, in quanto potrebbero aver notato qualcosa, ma per loro la morte è ancora un concetto piuttosto astratto. “In Inghilterra sono morte all’improvviso molte persone, perché un uomo cattivo ha ucciso se stesso e gli altri” potrebbe essere una risposta sufficiente, ma potrebbero arrivare anche altri perché. Cercate di rispondere, e alla fine spiegate “Questo non lo so, ma siamo sicuri che la polizia risolverà tutto”. A questa età è importante però proteggere i piccoli da immagini troppo sconvolgenti, o comunque non lasciarli mai da soli davanti alla televisione.
  • Bambini della scuola primaria. I genitori dei bambini dai 6 anni in su dovrebbero cercare attivamente il dialogo, perché i figli avranno sicuramente sentito qualcosa e potrebbero averne già parlato anche a scuola. I genitori devono chiedere ai bambini cosa hanno sentito e poi rispondere di volta in volta alle domande cercando di spiegare tutto quello che è successo. “A Manchester è successo qualcosa di molto brutto, una persona, un terrorista, ha commesso degli omicidi. Ma bisogna sapere che sono cose terribili che possono accadere nel corso della storia. I terroristi, come dice il loro nome, seminano terrore, e vogliono attenzione. Per questo colpiscono luoghi famosi, con tante persone o sotto l’attenzione di tutti, perché sanno che i giornali e le tv saranno già lì per parlarne. Vogliono infliggere più danni possibili, così la gente avrà paura e avrà timore di loro”. I genitori possono anche ammettere di essere spaventati, ma devono sempre avere un atteggiamento ottimista e non permettere che i bambini sviluppino dubbi sulla natura dell’umanità intera. A questa età i bambini hanno già letto storie e visto film che parlano di cattivi che cercano di scatenare il caos e sanno che le persone buone e intelligenti si uniscono per non lasciare che l’odio dilaghi e per far vincere il bene. Dunque a questa età è fondamentale parlarne e sviscerare l’argomento anche domandando cosa ha visto il bambino, cosa ha capito, quale è la sua paura.
  • Ragazzi e adolescenti. I ragazzi dagli 11 anni in su sono stati colpiti molto dall’attentato di Manchester, perché Ariana Grande, il cui concerto è stato scelto come bersaglio, è un idolo degli adolescenti. Oltre a spiegare la strategia dei terroristi, che cercano la maggior risonanza mediatica, i genitori possono far capire ai ragazzi le origini del disagio che porta alcune persone a questi gesti estremi, in quanto a quell’età si possono comprendere meglio tematiche sociali e la storia e la geografia sono argomenti già trattati e conosciuti. I ragazzi di oggi stanno già crescendo in una società e in classi multiculturali, dunque è fondamentale non fare inutili passi indietro riguardo ai valori di una sana e pacifica integrazione. Importante far capire loro anche il lavoro delle forze dell’ordine nella prevenzione e farsi vedere con un atteggiamento di fiducia e di tranquillità.