Fino allo svezzamento è importante sapere come sterilizzare il biberon, perché il sistema immunitario del neonato non è ancora completamente sviluppato e non è quindi in grado di contrastare efficacemente la presenza di eventuali microrganismi.

Malgrado questo, è bene non esagerare perché la salute si costruisce con una corretta alimentazione, un sano stile di vita generale e una crescita graduata nel tempo degli strumenti di difesa di cui siamo geneticamente dotati fin dalla nascita.

I batteri presenti nel mondo che circonda il bambino (sui giocattoli, il lenzuolo, le mani dell’adulto, il vestiario, ecc.) sono parte integrante dell’ambiente: il piccolo deve entrarci a contatto per sviluppare le difese idonee. Una limitata presenza di germi nel biberon non è dannosa: essenziale però è che questi germi non abbiano l’opportunità di moltiplicarsi a dismisura.

Come sterilizzare il biberon

  • Per il latte artificiale, il biberon va lavato accuratamente e il latte va preparato, possibilmente, al momento. Se non è possibile va conservato in frigorifero, intiepidendolo subito prima del pasto.
  • Se si allatta artificialmente, la sterilizzazione è necessaria almeno per i primi 6 mesi di vita; dopo tale periodo, considerando che il bambino comincia a portarsi alla bocca le manine e qualsiasi oggetto riesca a raggiungere, la sterilizzazione diventa una scelta individuale, potendo essere sufficiente un adeguato lavaggio.
  • Biberon, tettarelle e tutto l’occorrente usato per preparare i pasti va accuratamente lavato con acqua calda, detersivo e spazzola dopo ogni poppata. Sciacquare tutto, ripetutamente sotto l’acqua calda corrente, quindi procedere alla sterilizzazione che può essere effettuata utilizzando il metodo a caldo o il metodo a freddo.
  • La sterilizzazione a caldo si fonda sull’azione disinfettante e battericida dell’acqua bollente. Questa tecnica può impiegare direttamente l’acqua ad alte temperature o sfruttare il vapore che si sprigiona quando questa inizia a bollire.
  • La sterilizzazione con il vapore richiede l’uso di specifici apparecchi che producono e sfruttano il vapore acqueo che va a distruggere i microrganismi nocivi. Ne esistono di due tipi: elettrici o per forni a microonde.
  • La sterilizzazione a freddo prevede l’uso di appositi disinfettanti liquidi o in compresse effervescenti, assolutamente non tossici per il bambino, da sciogliere nell’acqua fredda in cui sono immersi gli oggetti da sterilizzare.