Sapere come valutare mobili di antiquariato può essere utile per evitare una costosa perizia di un antiquario professionista in diversi casi, per esempio se si ama fare acquisti in giro per mercatini delle pulci oppure se si riceve l’inaspettata eredità di una vecchia casa con tanto di mobili stipati lì da generazioni e generazioni.

Per una persona poco avvezza al mondo dell’antiquariato, capire la valutazione dei mobili può sembrare difficile proprio come riconoscere le stampe giapponesi antiche oppure un vaso cinese originale.

Tuttavia, proprio come in questi casi, studio ed esperienza sono fondamentali per fare la differenza. E se le prime volte può essere utile l’apporto di un professionista o un esperto in perizie e valutazioni, piano piano si può imparare e affinare la capacità di stimare i mobili.

Esistono, in ogni caso, consigli, fattori di cui tenere conto e regole di base che possono aiutare i principianti nell’orientarsi e nel capire come valutare mobili di antiquariato: vediamo quali sono.

  • Epoca. Naturalmente capirne l’età è il primo passo per sapere quanto valutare un mobile di antiquariato. Di solito stile, materiali e fattura sono indicativi, ma i meno esperti devono fare attenzione perché sono diversi i momenti storici in cui la moda ha copiato molto da altre epoche: per esempio, gli arredi del periodo Napoleone III, cioè della seconda metà dell’Ottocento, prendevano spunto spesso e volentieri da modelli francesi del Settecento.
  • Qualità dell’esecuzione. La qualità dell’esecuzione, come in qualsiasi tipo di manufatto, incide sul valore del mobile: attenzione ai dettagli, alle incisioni, alle rifiniture, agli incastri perché più si dimostrano qualitativamente validi e più il prezzo del mobile sale.
  • Materiali. I materiali e la loro qualità, rarità, preziosità determinano il valore intrinseco dei mobili: metalli preziosi, pietre preziose, legni pregiati, dall’oro alla giada, passando per il palissandro, il bois de violet e altri legni esotici, sono fattori di cui tenere conto nella valutazione.
  • Stato di conservazione. Lo stato di conservazione del mobile è il più evidente dei fattori che determinano il valore di un quadro, un mobile, un candelabro, una scultura e così via. Questo fattore si lega strettamente anche alla rarità: trovare un dipinto del Duecento in ottimo stato di conservazione è più difficile che trovare un mobile dell’Ottocento ben conservato.
  • Rarità. Come accennato, la rarità è correlata in parte anche allo stato di conservazione: molti oggetti, come i vasi, possono essere particolarmente rari per la loro fragilità, dunque per la difficoltà nel conservarli integri e senza ritocchi e restauri. La rarità di determinati pezzi ne fa lievitare il prezzo nel tempo.
  • Provenienza. Possedere indicazioni sicure, certificati, firme, passaggi di proprietà, autenticazioni può essere un’eventualità rara in certi settori dell’antiquariato ma anche un fattore capace di aumentare di molto il prezzo degli oggetti.
  • Libri e case d’aste. L’esperienza, nell’antiquariato, è fondamentale, come già detto. Utile nell’affinare le proprie capacità è leggere libri su argomenti specifici, studiare foto e dettagli, ma anche oggetti simili nelle case d’aste, con relativi prezzi (che – importante saperlo – sono spesso leggermente gonfiati rispetto al normale valore di mercato). Solo così ci si potrà iniziare a fare un’idea del reale valore di quadri, mobili e oggetti d’antiquariato.