Molte sono le polemiche sull’utilità dei compiti a casa, soprattutto da parte dei genitori.

Secondo mamma e papà, infatti, i loro bambini, tra scuola e compiti a casa, non hanno abbastanza tempo libero per il gioco, per praticare un’attività sportiva o per dedicarsi ad un hobby. I compiti a casa li costringono ad una vita troppo sedentaria e tutta concentrata sulla scuola e invece i bambini avrebbero bisogno di stare di più con la famiglia e di avere più spazio per sé.

Comunque non tutti la pensano allo stesso modo. C’è chi sostiene che i compiti a casa sono utili in quanto i bambini hanno sì un impegno, ma fuori dell’ambito scolastico e inoltre, dovendo svolgere i compiti da soli, danno prova della loro capacità di autonomia. Infatti, se hanno delle difficoltà, non possono rivolgersi all’insegnante o ai compagni per un aiuto, ma sono costretti a risolvere da soli le loro eventuali problematiche. E così scoprono delle capacità che magari non pensavano di avere.

Altri invece ritengono i compiti a casa soltanto un lavoro in più, che secondo gli stessi insegnanti serve solo ad approfondire il lavoro svolto in classe. Quindi, ritengono che se si lavora bene in classe non è il caso di assegnare molti compiti a casa e che i bambini che hanno già lavorato a scuola non devono essere gravati di un ulteriore lavoro a casa. Peraltro dicono, la scuola a tempo pieno è basata proprio su questo principio: niente compiti a casa, se non nel fine settimana.

Come sempre, in medio stat virtus, ovvero la soluzione è in un’intelligente coordinamento tra lo studio e il tempo libero. In verità i compiti a casa servono anche ad approfondire argomenti che il bambino non ha avuto modo di chiarire a scuola, riportandone una conoscenza confusa e sommaria. Compiti a casa ok, dunque, ma con discrezione: quel poco che basta quel tanto che non guasta.

In realtà, basterebbe una maggiore comunicazione fra insegnanti e genitori per consentire al bambino di imparare, ma senza rinunciare al tempo libero, per praticare qualche sport e anche per giocare con gli amici, senza tuttavia esagerare con attività extrascolastiche troppo impegnative.