Chi sceglie appositamente carne da allevamenti organici non sempre ha la sicurezza che gli animali siano stati trattati secondo gli standard di rispetto e i metodi cruelty-free imposti dalla legge.

Un controllo di routine in quello che si indicizzava come il miglior mattatoio della Gran Bretagna proprio per la sua gestione organica (con tanto di certificazioni) ha invece rivelato una scioccante realtà, fatta di violenza e gravi irregolarità.

Lo stabilimeto che vedete in queste foto si trova nell’entroterra inglese (Valle di Ashburton), con brevetto rilasciato dalla Soil Association (organizzazione che si occupa di certificare gli abattoirs per animali allevati organicamente) e di proprietà di un certo Tom Lang.

In seguito ad un’investigazione della email, licenza e lavoratori del mattatoio sono stati sospesi lo scorso mese.

La loro “colpa” è aver fornito (inconsapevolmente filmati) inconfutabili prove di quotidiana crudeltà inflitta a maiali e pecore nel processo di macellazione, che infrange le regole del 1995 stilate dal The Welfare of Animals (Slaughter and Killing).

Il video (40 ore di ripresa in due settimane di lavoro) lascia molto a desiderare sul modo in cui questi animali selezionati vengano allevati e uccisi: stipati, maltrattati e uccisi senza essere stati adeguatamente sedati prima – come la legge ordina. Prendere a calci un animale, spaventarlo o farlo sgombrare con un bastone induce eccessivo stress, che è contro le leggi degli allevatori organici.

Stephen Wotton, un veteriario di Bristol specializzato nell’assistenza-aminali negli abattoirs, sostiene che tali scene siano totalmente inaccettabili:

“Bisogna intervenire su un animale allevato organicamente entro 15 secondi dopo la sedazione (e non dopo 50, come mostra il video), altrimenti c’è un alto rischio che questo riacquisti consocenza. In tal caso, occorre praticare subito una seconda sedazione. L’attenzione per questa procedura dev’essere uno standard, e non una variabile.”

E se il consumatore paga di più per far godere agli animali un livello di vita ai più alti standard, l’indifferenza, la sporcizia e la violenza rilevate in tale abattoir non dovrebbero esistere.