La nuova produzione di James Cameron, “Avatar“, potrebbe essere ricordata non solo come il film più atteso di sempre, ma anche quello che potrebbe creare una vera e propria rivoluzione nell’industria cinematografica. Del film si parla ovunque, Internet è invasa da trailer e spezzoni della pellicola. Ogni tipo di rivista contiene un articolo che parla dell’universo di Pandora.

Ma il vero cambiamento è rappresentato dalla tecnologia utilizzata e realizzata esclusivamente per il film. Le macchine da prese utilizzate per le riprese, ad esempio, sono state costantemente rielaborate da Cameron tentando di realizzare un girato tridimensionale unico nella storia del cinema. Capace di regolare la messa a fuoco nello spazio, creando una profondità di campo sbalorditiva.

Ma la tecnica che sta già affascinando registi come Peter Jackson, è L’emotion capture che attraverso un dispositivo posto a pochi centimetri dai volti degli attori, è in grado ricreare le stesse espressioni sulle creature che precedentemente vengono realizzate con l’ausilio del computer. Inoltre le riprese, sono state effettuate in uno studio chiamato “The Volume“, pieno di macchine da presa che possono trasportare in maniera immediata il girato sul video, di ogni movimento che l’attore sviluppa all’interno dello studio.

Oramai sembra evidente che James Cameron sia in lotta con il suo lavoro precedente, nel tentativo di superare gli incassi e il successo di “Titanic”. Ma altrettanto evidente è che il regista canadese lascerà in eredità alle generazioni di registi a venire, delle tecnologie che oltre ad essere utilizzate, potranno essere ulteriormente sviluppate abbattendo ulteriori confini che oggi sembrano invalicabili.