Il telelavoro è un’ormai un realtà consolidata, così come la flessibilità degli orari nelle professioni del terzo settore. Da un sondaggio internazionale (16.000 professionisti in più di 80 paesi) della Regus – società che si occupa di realizzare uffici flessibili per le aziende – emerge come ormai un lavoratore italiano su due goda di questi benefici. Ma per farne cosa?

Famiglia e palestra, quindi la salute degli affetti e del corpo, sono i principali rifugi del tempo libero acquisito con il lavoro flessibile. Con una riduzione dei tempi di spostamento, il 59% dei dipendenti lavora in maniera più efficiente, con un conseguente vantaggio per l’azienda, e dalle risposte si evince come ci siano sette attività principali per questo tipo di lavoratore:

1. Trascorrere più tempo con il partner e la famiglia

2. Dedicare più tempo all’attività fisica e allo sport

3. Dedicare più tempo per ampliare le propria istruzione

4. Continuare a lavorare

5. Uscire di più con gli amici

6. Dormire di più

7. Dedicarsi ad attività di volontariato

Dalla classifica emergono almeno tre elementi di interesse: il senso di colpa rispetto al tempo che si dedica agli affetti (certamente influenzato dalle risposte degli uomini, meno presenti rispetto alle donne); l’importanza dell’aspetto fisico per i giovani adulti; l’importanza della formazione continua, preferita persino al poter concludere il proprio lavoro o al potersi riposare.

Ovviamente, il lavoro da casa non è tutto rose e fiori: basti pensare che spesso nelle nuove generazioni maschera soltanto un rapporto dipendente tramite lo sfruttamento delle partite iva (un fenomeno molto diffuso in Italia, ma che non rientra nella casistica affrontata dal sondaggio, rivolto ai professionisti ben inseriti nel mondo del lavoro), per non parlare della difficoltà di non poter “staccare” dal lavoro perché, in effetti, si è già a casa. Molti non lo immaginano neppure, ma ci vuole un grande controllo e ottima gestione di sé per lavorare da casa senza distrarsi oppure, viceversa, lavorare indefessi.

Lo sottolinea, in un certo senso, anche Mauro Mordini, direttore Regus Italia:

«A conferma della precedente ricerca Regus che metteva in relazione lavoratori più sani e più felici con un maggiore produttività, oltre la metà dei professionisti ha dichiarato che dedicherebbe almeno una parte del tempo risparmiato a lavorare di più. Quindi i vantaggi del lavoro flessibile sono a doppio senso: da un lato i lavoratori sono più rilassati e sereni e dall’altro risultano anche più produttivi, con un conseguente vantaggio anche per l’azienda.»

Fonte: Regus Italia