Sulla pillola anticoncezionale esistono ancora molti tabù e le false verità diffuse in Italia non mancano. La usano in tante ma quasi la totalità delle donne non conosce a fondo come agisce e quali effetti collaterali può avere, tanto da ignorare completamente che è il grado di allungare la vita.

La pillola anticoncezionale è senza dubbio il contraccettivo più usato dalle donne. Tuttavia una ricerca europea pubblicata sulla rivista “Contraception” fa chiarezza sulla quantità di informazioni che proprio le donne hanno in materia di concepimento, a quanto sembra abbastanza esigue da parte delle esponenti del sesso debole di ogni livello culturale.

La ricerca mostra una generale tendenza a considerare la pillola dannosa per la salute, e sono poche le donne che, invece, sono a conoscenza dei benefici che può portare a favore della regolarità del ciclo, acne e sintomatologia premestruale. Francesco Primiero dell’Università di Roma “La Sapienza”, commenta i dati sottolineando gli effetti positivi di questo metodo anticoncezionale.

«Questi dati spiegano chiaramente come mai resistano tuttora tanti pregiudizi e luoghi comuni su questo metodo. Il timore più diffuso è che la pillola possa essere dannosa per la salute, mentre numerose evidenze scientifiche indicano l’esatto contrario. In particolare, un recente aggiornamento dei dati relativi alla mortalità tra le oltre 46.000 donne seguite per poco meno di 40 anni in un importante studio britannico ha dimostrato come, nel lungo termine, quelle che hanno fatto uso di contraccettivi orali vivano più a lungo. Ma la pillola migliora anche la qualità di vita: le formulazioni più recenti sono state infatti sviluppate per offrire benefici aggiuntivi in termini di benessere, risolvendo alcuni disturbi femminili molto diffusi».

Secondo alcuni studi recenti, inoltre, l’uso della pillola è in grado di ridurre i rischi di tumori alle ovaie, al seno e all’endometrio. Molte donne, tuttavia, lamentano la difficoltà nel reperire informazioni e soprattutto nel scegliere la tipologia più adatta alle proprie esigenze. Tra le paure più diffuse figura il timore di prendere peso, che secondo i ginecologi è senza dubbio molto diffuso ma ingiustificato, anche grazie alle novità in commercio basate sulla riduzione dei dosaggi estrogenici. L’unico modo per avere maggiori delucidazioni e fare la scelta migliore è chiedere consiglio al proprio ginecologo, come afferma Primiero.

«L’unica risposta è rivolgersi al proprio ginecologo, che conosce la storia della donna, può consigliarla al meglio e ridimensionarne i timori. Le differenze tra le diverse molecole sono minime in termini di rischio assoluto e del tutto ininfluenti in un’ottica di sanità pubblica: il tromboembolismo venoso infatti è un evento eccezionalmente raro. Inoltre, le probabilità che si verifichi sono maggiori nei primi mesi di utilizzo, per poi ridursi in maniera importante. Anche per questo motivo, oltre che non necessaria, è del tutto erronea l’interruzione periodica dell’assunzione, che purtroppo alcune donne ancora osservano, perché ogni volta che si ricomincia il rischio risale».