Per seguire bene i propri figli meglio non fare la casalinga ma dedicarsi a un lavoro part-time, che permetta di conciliare lavoro e famiglia dando il top di sé stesse in entrambi i casi.

Uno studio di un gruppo di ricercatori dell’Università del North Carolina, durato 10 anni e tarato su un gruppo di 1300 mamme, ha infatti mostrato che le donne che seguono meglio i propri figli e che conciliano al meglio lavoro e famiglia non sono le casalinghe dedite 24 ore su 24 alla propria casa, ma le mamme che hanno un lavoro part-time. Un impiego la mattina, per esempio, aiuta a distrarre l’attenzione per un po’ di tempo dalla casa: al pomeriggio avviene il contrario, con l’ufficio che viene messo da parte mentre i figli sono davanti agli occhi.

Un lavoro a tempo pieno, sostiene lo studio americano suffragato dalle parole degli psicologi e dall’esperienza, sottrae troppe energie e fa sì che la mamma resti fuori casa per troppo tempo, trascurando i propri bambini. Del resto la differenza tra il rimanere a casa tutto il giorno o solo il pomeriggio è davvero minima, dato che i figli dai 3 anni in su la mattina sono comunque a scuola e pertanto lontano dalle cure materne.

«Quello che conta è la qualità del tempo passato con i figli e non soltanto la quantità».

Secondo lo psichiatra americano John Bowlby, poi, queste continue interazioni “di qualità” tra mamma e bimbo fungono da struttura di base sulla quale si costruirà la personalità affettiva del ragazzo e dell’adulto del domani. Attenzione, però: questo non vuol dire che i genitori debbano restare attaccati ai propri piccoli come delle chiocce, ma che restino un punto di riferimento in grado di entrare nella testa e nel cuore, senza necessariamente entrare nello stesso letto.

Pertanto un lavoro part-time è una sorta di viatico per una mamma, dato che la rende soddisfatta nel lavoro con la conseguenza che è in grado di trasmettere serenità, felicità e tranquillità al proprio bimbo, facendolo crescere in modo più sano. Una mamma che lascia un lavoro per dedicarsi esclusivamente alla casa e alla famiglia, sicuramente destinerà più tempo agli affetti ma magari lo farà con meno soddisfazione personale, cosa che influirà negativamente sulla prole, che è in grado di percepire ogni minima mutazione di umore.

Per contro, i figli delle mamme che lavorano 8 ore al giorno percepiscono che la soddisfazione principale la dà l’attività dell’ufficio e, quando saranno più grandicelli, rimprovereranno al genitore di essere stato troppo assente: diventeranno molto razionali e autonomi in fretta, più di quanto sarebbe giusto che avvenisse.

Fonte: Repubblica