Per cercare una gravidanza conoscere il meccanismo dell’ovulazione è fondamentale, e sebbene non si possa sapere con certezza quando avviene il concepimento, ci sono vari metodi utili per calcolare i giorni nei quali è più probabile rimanere incinta.

Un ciclo mestruale regolare svolge un ruolo importante, infatti permette di conoscere in anticipo quando cadranno i giorni fertili. L’ovulazione, infatti, avviene intorno al quattordicesimo giorno, quando estrogeni e ormoni LH aumentano progressivamente.

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Il periodo fertile dura al massimo cinque giorni, che possono essere individuati prestando attenzione ad alcuni segnali del corpo della donna.

Tralasciando gonfiore al seno e dolore al ventre, generalmente considerati poco attendibili, uno dei metodi più usati per calcolare l’ovulazione è il monitoraggio della temperatura basale, che deve essere verificata ogni giorno annotando i valori per scoprirne l’andamento, infatti aumenta di pochi decimi dopo l’ovulazione e rimane tale a causa del progesterone.

Se questo metodo ci consente di confermare l’avvenuta ovulazione, l’analisi del muco cervicale permette di giocare in anticipo, infatti subisce cambiamenti evidenti proprio in vicinanza dell’espulsione dell’ovulo maturo da parte delle ovaie. Generalmente cremose e dense, nei giorni fertili le secrezioni vaginali diventano più abbondanti e di consistenza acquosa, perciò avere rapporti sessuali nel periodo in cui si manifesta questo cambiamento può essere utile per rimanere incinta.

Esistono, inoltre, kit appositi acquistabili in farmacia che, esaminando un campione di urina, sono in grado di indicarci la variazione dell’ormone LH, che come abbiamo detto è presente in quantità maggiore in corrispondenza dell’ovulazione.

È importante sottolineare come il calcolo della temperatura basale e l’analisi del muco siano entrambi metodi empirici, pertanto hanno un certo margine di errore che varia anche in base ad altri fattori: l’assunzione di farmaci antistaminici, ad esempio, riduce le secrezioni vaginali rendendo difficile l’identificazione dei mutamenti indicati.