La bella stagione è il momento migliore per cercare una gravidanza? È una domanda che senza dubbio molte donne che desiderano un figlio si pongono, valutando i pro e i contro di affrontare i primi mesi di gestazione durante il caldo estivo.

I pareri degli esperti, tuttavia, sono molto discordanti: se da un lato c’è chi consiglia di evitare un concepimento in primavera, dall’altro lato alcuni studiosi affermano che il periodo tra aprile e giugno è ottimale per rimanere incinta.

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Le giornate più lunghe, una prolungata esposizione alla luce del sole e una maggiore vitalità delle persone renderebbero i mesi primaverili ideali per concepire un bambino.

I detrattori di questa teoria, invece, mettono nero su bianco alcune problematiche che potrebbero sorgere nei neonati concepiti in primavera. Si parla di una maggiore predisposizione alle allergie alimentari, ma soprattutto dell’aumento del rischio di difetti congeniti del feto, causati dalla presenza di quantità eccessive di pesticidi nell’acqua.

Ad affermarlo è un gruppo di ricercatori dell’Università dell’Indiana, che ha messo in relazione la sindrome di Down, la spina bifida e altre malattie congenite con il mese di nascita dei neonati.

Se questa ipotesi di causa-effetto venisse confermata scientificamente, la scelta del periodo in cui tentare di rimanere incinta si aggiungerebbe agli altri fattori di rischio che una coppia deve valutare prima di una gravidanza, come l’età materna, eventuali condizioni di sovrappeso e sottopeso, stress e cattive abitudini come il fumo.