Peccato che “Complesso del Primo Maggio” di Elio e Le Storie Tese sia già uscito. Peccato davvero, perchè il testo poteva essere arricchito con le ultime perle sciorinate per il concertone di quest’anno.

I fatti sono i seguenti: Fabri Fibra è stato invitato al concerto del Primo Maggio; poi è stato escluso, a poco meno di due settimane dall’evento. Perchè? Perchè l’associazione D.i.re. (Donne in rete contro la violenza) ha scagliato contro il rapper una serie di aggettivi di difficile digestione per l’opinione pubblica: sessista, maschilista, misogino, omofobico. Testi brutali, testi ruvidi, testi d’impatto. D’altra parte è rap, una forma musicale e in qualche modo letteraria che non fa sconti nemmeno a se stessa.

La lotta contro la violenza sulle donne è sacrosanta e intoccabile. Il paradosso è che ci battiamo quasi con foga per additare un cantante, ma poi lasciamo in politica certi personaggi che rappresentano incontrovertibilmente la faccia più becera e sporca del maschilismo. Bah. Punti di vista.

Ecco sono proprio questi a mancare: i punti di vista; le angolazioni, le sfumature. La capacità di analisi. L’approfondimento. Strumenti fondamentali per interpretare il mondo. Strumenti fondamentali per essere liberi: liberi anche di lasciare che una forma d’arte, forse non comprensibile a tutti, possa dire la sua. Liberi di poter ascoltare dei testi crudi, talvolta fraintendibili, ma di saperli reinserire in un contesto socio-culturale attinente. Oppure di non ascoltarli affatto.

Testi come “Su le mani” o “Venerdì 17″ sono quanto meno difficili, non c’è dubbio. Ma fare le bacchettone su questioni simili non migliora la nostra credibilità di donne impegnate. Anzi.

In fondo in libreria ci sono (o ci saranno) i romanzi di Amanda Knox e di Maso; in fondo non ci scandalizziamo ad entrare nella testa di chi ha ucciso consapevolmente; però il nostro problema rimane Fabri Fibra; con la sua presunta influenza negativa sui giovani. Giovani che andrebbero educati all’analisi e non alla censura.

Perchè così ci tiriamo la zappa sui piedi da sole; perchè è la censura la base e il fertilizzante dell’ignoranza, dell’abuso di potere e infine della violenza. La censura è anti-femminismo, la censura è anti-crescita.

Non salveremo il mondo impedendo a un cantante, popolare o meno, di partecipare a un concerto, seppur molto seguito (anche se la parodia di Elio la dice lunga in merito); e non lo faremo nemmeno facendo finta che due sue canzoni vecchie di quasi 10 anni non esistano; o fermandoci alle prime righe di un testo che se letto fino in fondo e con criterio, potrebbe addirittura arrivare a dire tutt’altro.

Salveremo il mondo solo quando apriremo gli occhi e smetteremo di essere ipocriti. Salveremo il mondo solo quando la nostra capacità di discernimento ci farà distinguere fra il libero arbitrio e la follia.

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