Come auspicato da Maurizio Sacconi, l’intesa tra il Ministero del Lavoro e le parti sociali è stata firmata proprio in occasione della Festa della Donna. A beneficiarne saranno i lavoratori con famiglia a carico, che usufruiranno di maggiore flessibilità negli orari e della possibilità di lavorare da casa dopo la nascita di un figlio.

Si tratta di un decisivo passo avanti per le donne lavoratrici, che proprio l’8 marzo vedono finalmente siglato l’Avviso Comune tra governo e sindacati, uniti per favorire la conciliazione tra attività professionale e famiglia.

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“Le parti firmatarie condividono il valore di una flessibilità ‘family friendly’ come elemento organizzativo positivo e l’importanza di una modulazione flessibile degli orari di lavoro, e concordano che è attraverso la pratica della contrattazione di secondo livello che possono essere conciliate nel modo migliore le esigenze produttive e quelle delle persone”.

Questo è parte del contenuto dell’accordo, che sarà definito nel dettaglio entro 90 giorni, durante i quali si attuerà la definizione di regole precise da inserire nei contratti nazionali, relative alla creazione di banche ore, alla gestione più flessibile dei permessi e degli orari lavorativi almeno fino al compimento del terzo anno di vita del bambino, e soprattutto alla possibilità di convertire il congedo parentale in part-time.

Ma c’è anche dell’atro, infatti le istituzioni si sono mosse anche per garantire alle donne che tornano a lavoro dopo la maternità le medesime mansioni svolte prima della gravidanza, o comunque equivalenti. Tra gli impegni presi durante l’accordo, inoltre, compare anche il sostegno del lavoro rosa attraverso l’introduzione di part-time lunghi, e il potenziamento dei servizi rivolti soprattutto all’infanzia, come gli asili nido.