Concita De Gregorio, la nota giornalista ex direttore de L’Unità e oggi firma di Repubblica, lancia una dichiarazione shock: il PD perderebbe le elezioni di proposito. È quanto emerge da un intervento al TILT, evento tenutosi lo scorso 26 novembre a Pisa.

L’indiscrezione emerge dalle ultime elezioni regionali in Lazio, quando l’attuale presidente Renata Polverini ha battuto alle urne Emma Bonino. Una vincita più che lecita, se non fosse che lo stesso Partito Democratico, così come svela Concita De Gregorio, abbia fatto di tutto per far avvantaggiare l’avversaria.

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È quanto emerge da un dialogo con un alto dirigente del partito, interrogato dalla giornalista in merito ad alcune segnalazioni ricevute dai lettori: pare, infatti, che i piani alti del PD abbiano silenziosamente ostacolato la campagna elettorale della Radicale, vietando al proprio staff volantinaggio, affissioni e quant’altro. Un ammutinamento che, di primo acchito, risulta alquanto inspiegabile.

Basta analizzare a fondo la vicenda, tuttavia, per capirne le facilissime motivazioni: la vincita della Polverini avrebbe accresciuto il potere di Gianfranco Fini che, una volta slegatosi dalla maggioranza di Silvio Berlusconi, sarebbe potuto salire al governo con un terzo polo formato dalla sua nuova compagine politica, dall’UDC e proprio dal Partito Democratico.

«Pensiamo sia meglio perdere. Perché, siccome la Polverini è la candidata di Fini e siccome è l’unica sua candidata della tornata, se vince Fini si rafforza e si decide a mollare Berlusconi e a fare il terzo polo, insieme a Casini. E vale la pena perdere la Regione Lazio perché, se succede tutto questo, poi noi ci mettiamo con loro e vinciamo la partita più importante, quella che conta.

E non è tutto: alla domanda della De Gregorio su come avrebbero eventualmente reagito gli elettori, considerato come nessun votante avrebbe mai accettato di perdere a tavolino alle urne, la risposta del PD è stata tristemente geniale:

«Non saremo noi a condurre questa operazione, lo farà la {#crisi economica}».

In definitiva, un altro tassello per spiegare il mosaico della politica italiana dove, pare ormai evidente dopo le vicissitudini di maggioranza e opposizione in tempi di recente berlusconismo, a tutto si pensa tranne che al bene del cittadino e all’onestà nei confronti degli elettori.

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