Le date e i test preliminari del concorso per gli insegnanti sono finalmente online. Sul sito del MIUR si possono trovare le 70 batterie di test, da cinquanta domande ognuna, da cui saranno estratte quelle utilizzate per l’esame che si svolgerà il 17 e il 18 dicembre 2012 in tutta Italia nelle differenti sedi designate.

Le 50 domande sono suddivise in 18 di capacità logiche, 18 di capacità di comprensione del testo, 7 di competenze digitali e 7 di conoscenza della lingua straniera. L’esercitazione viene data buona quando il candidato raggiunge il punteggio minimo di 35 punti. L’esercitatore attribuisce 1 punto alla soluzione corretta, meno 0,5 a quella errata e non attribuisce punti se si lascia il quesito in bianco.

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Adesso è interessante sapere come orientarsi per i test del concorso docenti. Come previsto ci sono delle domande che prevedono nozioni aritmetiche come la disposizioni e le combinazioni, ma anche le equazioni. Molte domande logiche prevedono il ragionamento per insiemi, ma anche sillogismi et similia. Alcuni quiz sono meramente visuali e per quelli non c’è quasi problema. Un po’ più complessi risultano i quesiti che riguardano l’informatica (quasi tutta incentrata in ambiente Windows) e la lingua straniera.

Il tempo a disposizione per la soluzione dei test sembra più che sufficiente, ma si devono possedere anche delle nozioni di base molto forti, in particolare per quello che riguarda i quesiti sulla lingua italiana come i sinonimi e l’ortografia. I quesiti sono posti in gran parte come fossero delle domande di enigmistica e spesso la risposta giusta è quella più semplice. In generale, com’era prevedibile, per ogni quiz sono da subito scartabili due risposte, mentre due presentano risultati molto vicini tra loro.

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Per quanto possano apparire assurde, senza senso e astruse queste domande è fondamentale non lasciarsi prendere dal panico, anche se per molti da quest’esame dipende lo studio di tutta una vita. Esaminando i dati sulle domande di partecipazione al concorso non si può non notare che non ci sono solo gli ultimi laureati con il vecchio ordinamento, gli abilitati e chi è in lizza per il TFA, ma anche molti ultracinquantenni.

L’insegnamento appare ormai una chimera, ma sperare in quel sistema lavorativo che è sempre apparso cristallino e meritocratico come la docenza non fa mai male.