Mancano pochi giorni al 17 e 18 dicembre, quando si terranno i test preliminari del concorso per gli insegnanti. Tutto si gioca, come detto in precedenza, su quattro tipologie di domande, quelle che ineriscono la logica matematica, la logica linguistica, l’informatica e la lingua straniera scelta.

Si sa per certo che si potrà essere dotati di un certo quantitativo di carta bianca e di penne per poter ragionare meglio per iscritto, ma ancora non si sa se si potrà essere dotati di calcolatrice e dizionario monolingua. A questo si aggiunge la difficoltà di sedi e date che potrebbero essere modificate in itinere, fino alla due giorni di esame.

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Intanto, molti candidati stanno protestando per le domande contenute nelle 70 batterie dei test del concorso scuola. La ragione non è difficile da capire: stando all’esercitatore, qualche imprecisione, relativa ad esempio a unità di misura contenute nelle domande, c’è. Inoltre, non è sempre facile risalire alla logica che guida le successioni numeriche, che a volte sono delle successioni alternate. In altre parole, i numeri seguono due logiche differenti alternandosi nella successione. Altre volte la logica è maggiormente lineare: per individuarla in breve tempo, è meglio riscrivere i numeri della successione e comprendere cosa avviene tra un intervallo e l’altro.

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Quello che però sta facendo arrabbiare molti candidati sono anche le domande relative alla logica linguistica: nei quiz sono presenti parole derivanti da linguaggi settoriali, come “godet” e “martingala”, dal linguaggio di sartoria, “monopsonio” dal linguaggio dell’economia, oppure “echidna” dal linguaggio zoologico, anche se quest’ultima parola inerisce anche la mitologia, fondamentale per esempio nell’insegnamento delle materie letterarie.

I candidati che protestano lamentano anche che molti di questi test, che ricordano quelli della Settimana Enigmistica, non sarebbero a loro avviso probanti per l’idoneità al mestiere di insegnante. Nelle batterie non esiste una domanda di storia, non una di attualità, inoltre i quiz avrebbero dovuto essere maggiormente diversificati: le classi di concorso dei candidati sono le più disparate, ma per quale oscura ragione un potenziale insegnante di latino dovrebbe conoscere il principio del momento torcente o il calcolo delle probabilità? Analogamente, perché un potenziale insegnante di fisica dovrebbe essere a conoscenza di parole provenienti da linguaggi altamente settoriali?

Fonte: Repubblica