Ci son voluti mesi, ma alla fine la mobilitazione internazionale per salvarla ha avuto esito positivo: Meriam, la donna condannata per aver sposato un uomo cristiano rinnegando così la sua fede musulmana, può tornare dalla sua famiglia. Pena capitale, matrimonio annullato per violazione della Sharia e 100 frustate: questa era stata la sentenza giunta mentre la donna era incinta di una bambina, Maya, nata in carcere meno di un mese fa. In carcere con lei anche il suo primo figlio, Martin, di soli due anni.

La notizia della liberazione è stata diffusa dalla Bbc che ha dato voce a Elshareef Ali, avvocato della donna: “Siamo molto felici di questo, è una vittoria per la libertà di religione in Sudan”. La liberazione ha dato soddisfazione a tutti i paesi che hanno collaborato per riuscire nell’impresa: dagli Stati Uniti all’Italia dove il ministro degli Esteri Federica Mogherini che ha dichiarato: “L’Italia si era impegnata molto sin dall’inizio”.