UPDATE: Questo articolo risale allo scorso 6 luglio 2010 ed è, per questo, non esaustivo sulle evoluzioni della questione. Per tutti coloro che volessero ulteriori informazioni, come indirizzi per gli appelli e aggiornamenti sulle condizioni di Sakineh, vi invitiamo a leggere gli articoli di follow-up che DireDonna sta da tempo dedicando alla vicenda.

  • Iran: rinviata la condanna di Sakineh Mohammadi Ashtiani (12 luglio 2010);
  • Sakineh Mohammadi Ashtiani rischia ancora la lapidazione, ma il suo avvocato difensore sparisce (26 luglio 2010);
  • Lula Da Silva offre asilo politico a Sakineh Mohammadi Ashtiani (2 agosto 2010);
  • Sakineh Mohammadi Ashtiani, per lei la solidarietà di Carla Bruni (24 agosto 2010);
  • Sakineh Mohammadi Ashtiani ha paura di morire, per lei si mobilita tutto il mondo (26 agosto 2010);
  • La protesta di Parigi e l’annuncio di Teheran: la condanna non è certa (30 agosto 2010).

La disperata richiesta di aiuto per la loro madre da parte dei due figli è l’ennesimo segnale della gravità della condizione in cui versano le donne vittime dell’estremismo religioso. La donna iraniana, 43enne, si chiama Sakineh Mohammadi Ashtiani ed è stata condannata alla pena di morte per lapidazione dopo un’accusa di adulterio.

Nel maggio 2006 aveva ricevuto 99 frustate perché accusata di rapporti extra coniugali con due uomini e, così, ieri Amnesty International ha chiesto alle autorità iraniane di fermare l’esecuzione imminente della donna, madre di due ragazzi, e l’impiccagione di un’altra donna che ha affermato di essere un’attivista politica.

Nonostante questo, però, la donna è stata condannata perché, secondo del codice penale islamico dell’Iran, l’adulterio è punito con la lapidazione o la fustigazione, mentre omicidi e altri reati come il traffico di droga sono puniti con l’impiccagione.

Come si legge sul Daily email, le condanne alla lapidazione sono state ampiamente utilizzate dopo la rivoluzione islamica del 1979 in Iran, anche se negli ultimi anni erano divenute molto rare. Ora, l’ultimo drammatico appello arriva dai due figli della donna.

Sajad, 20 anni, e Farideh, 16, hanno infatti detto:

Per favore aiutateci a porre termine a questo incubo e a non farlo diventare realtà. Spiegare i minuti e i secondi delle nostre vite è molto difficile. Le parole perdono il loro significato in questi momenti di agonia. Aiutateci a salvare nostra madre.