Congedo di paternità di due settimane per i dipendenti, con stipendio pieno garantito sia dai contributi dello Stato sia dall’azienda, che integra la retribuzione al cento per cento. Nestlé avvia una politica a sostegno della conciliazione lavoro famiglia, rispondendo all’appello del Presidente della Repubblica.

Con un congedo di paternità più lungo, la Nestlé si sforza di sostenere i lavoratori e soprattutto le famiglie, andando oltre quanto riconosciuto ai dipendenti padri dal Contratto Nazionale del Lavoro. Un’iniziativa che, oltre a rientrare all’interno dei piani di Welfare aziendali, rappresenta anche un passo in avanti verso la parità tra i sessi, sebbene questa volta non si tratti di un intervento a sostegno del lavoro femminile, o almeno non direttamente.

Con il prolungamento del congedo di paternità, Nestlé mostra la volontà di valorizzare la forza lavoro senza richiedere ai dipendenti di sacrificare la cura familiare: non si tratta della prima iniziativa che l’azienda mette in campo a favore della famiglia, basti pensare al corso interattivo dedicato alle mamme lavoratrici organizzato attraverso il canale YouTube di Nesquik. Gianluigi Toia, Direttore Industrial Relations Gruppo Nestlé in Italia, ha illustrato il progetto sottolineando come sia nato anche grazie al supporto degli stessi dipendenti.

«Siamo particolarmente orgogliosi dei progetti che abbiamo sviluppato per la conciliazione della vita lavorativa e familiare delle nostre persone, di cui l’estensione del congedo di paternità a due settimane è un esempio significativo. Siamo inoltre particolarmente felici che questo nostro percorso sia nato e si sia sviluppato proprio a partire dall’ascolto e dal coinvolgimento dei lavoratori e grazie a un costruttivo dialogo con le organizzazioni sindacali e con le Rsu.»

Fonte: Andkronos