Il Parlamento Europeo si è espresso a favore con 390 voti, 192 contrari e 59 astenuti, al congedo di paternità di due settimane obbligatorie e retribuite, prolungando a 20 settimane quello di maternità.

La direttiva, che dovrà percorrere iter differenti in base ai vari paesi dell’Unione Europea, migliorerà le normative vigenti in Germania e Francia. In Italia, invece, le future mamme possono già usufruire di un programma simile.

Tra le indicazioni fondamentali, il divieto di licenziamento delle donne fino al sesto mese di congedo post gravidanza e la possibilità di reintegro lavorativo al loro impiego precedente o, in alternativa, a un posto equivalente con la stessa retribuzione, categoria professionale e responsabilità. Il licenziamento in caso di gravidanza è, purtroppo, una pratica assodata ed è diventata un arma di ricatto in un paese come il nostro, con il più basso tasso di natalità europeo.

Con questa disposizione il Parlamento Europeo cerca di avvicinare gli standard a quelli del Nord Europa, dove gli uomini possiedono diritti e doveri nei confronti dei figli, al pari delle donne.

Dell’argomento si era occupato anche Presa Diretta, dedicandogli un’intera puntata.

In Italia i padri possono già sfruttare una normativa che prevede 5 mesi obbligatori di congedo all’80% dello stipendio, più un 20% per i contratti collettivi. La novità è costituita dalle 2 settimane di congedo obbligatorio, che comprende anche un prolungamento per le madri in caso di nascita di un bambino disabile: otto settimane in più.

La normativa verrà estesa anche alle coppie conviventi, in favore del nascituro e dei suoi diritti, rispetto a quello del vincolo del matrimonio.

Serena Sorrentino, responsabile Pari opportunità CGIL, si è così espressa:

Una decisione che mette finalmente donne e uomini sullo stesso piano per conciliare vita privata e professionale. Finalmente un concetto di paternità non solo biologico ma fatto di responsabilità.

Pare che abbia giocato a favore di questa votazione la presenza in aula di Licia Ronzulli, del Pdl, che si è presentata con la figlia Victoria appena nata tra le braccia.