Proprio come per la pasta, esistono in commercio numerose varietà di riso che rendono questo cereale adatto a molti tipi di preparazioni diverse in cucina. Differenti per forma e grandezza del chicco, tempo di cottura e caratteristiche, i tipi di riso vanno riconosciuti e utilizzati in base alle proprie esigenze. Il riso più comune e a buon mercato ha i chicchi piccoli e tondeggianti, mentre quello fino o super fino è di una qualità più pregiata e ha i chicchi lunghi e più grandi.

Il riso è un cereale che in cucina si presta a decine di preparazioni dolci e salate, dagli antipasti ai secondi, passando per dolci e dessert. Cominciamo con il riso dai chicchi tondi, che cuociono in 12-13 minuti e che sono adatti soprattutto alla preparazione dei dolci e delle minestre visto che rilasciano molto amido in cottura. Questo fa sì che i chicchi tendano ad amalgamarsi facilmente con il resto degli ingredienti e a non restare ben visibili e separati. Le qualità di riso che più si adattano a questo genere di utilizzo sono, tanto per dirne alcune, Cripto, Selenio e Ticinese.

Il riso semi fino è una sorta di compromesso, una via di mezzo fra i tondi e i super fini. Caratterizzato da chicchi un po’ più lunghi e con una cottura di 13-15 minuti, è perfetto per preparare antipasti di ogni genere o timballi da cuocere al forno ma anche per essere consumato semplice, in bianco, condito con un filo di olio di oliva crudo. Tra le qualità di spicco troviamo il Rosa Marchetti, il Lido e il Romeo.

Aumenta la qualità ma anche il prezzo dei risi fini e super fini, grazie ai loro chicchi affusolati e grandi e alla loro capacità di trattenere l’amido in cottura. Il tempo di cottura varia fra i 14 e i 18 minuti e sono indicati nelle insalate e in tutte le preparazioni che richiedono la visibilità netta del chicco di riso. Qualità pregiate e di alto valore commerciale sono Ribe, Carnaroli, San’Andrea, Arborio e Roma.

Fra i più diffusi sul mercato, inoltre, troviamo anche il riso integrale e quello parboiled. Il primo viene sottoposto a una raffinazione meno forte, cosicché possa conservare parte della crusca, delle vitamine e delle fibre. La seconda tipologia di riso, invece, si ottiene da un trattamento effettuato sul riso integrale. Quest’ultimo, infatti, viene trattato con il vapore affinché aumenti l’umidità e le vitamine e i sali minerali si trasferiscano dalla parte esterna a quella più interna del chicco di riso. L’ultima fase è l’essiccamento, che consente ai chicchi di conservare e trattenere le proprietà nutritive acquisite.

Se, dunque, siete a corto di idee su come utilizzare il riso in {#cucina}, ricordate che è un ingrediente utilissimo per far scatenare la vostra arte culinaria. Potete realizzare degli {#antipasti} con i classici arancini di riso o con gli originali bocconcini di riso con zucchine e speck, dei risotti gustosi con la zucca o gli asparagi. Per i secondi piatti o piatti unici, preparate una frittata di riso e caciocavallo o i peperoni ripieni di riso mentre, per i dolci, la crostata di riso, cioccolato e ricotta lascerà i vostri commensali a bocca aperta.

Fonte: MyPersonalTrainer.