Lavarsi i denti è una delle attività quotidiane a cui nessuno dovrebbe rinunciare e che, anzi, tutti dovrebbero praticare almeno due volte al giorno. Spesso, però, le cattive abitudini prendono il sopravvento e a farne le spese è la salute dei denti e della bocca che, se non correttamente curata e igienizzata, diventa così un’inesauribile fonte di batteri e acidi.

I bambini sono i più difficili da convincere, e sono quelli a cui bisogna ripetere all’infinito di lavarsi i denti dopo ogni pasto e dopo i dolci anche se, in verità, tali consigli andrebbero ripetuti anche agli adulti. La fretta, i pasti fuori casa o, semplicemente, la pigrizia sono, infatti, i peggiori nemici della nostra igiene orale e ci costringono a diverse sedute dal dentista per curare le carie, eliminare il tartaro e dare sollievo alle gengive irritate.

Galleria di immagini: Denti sani

Ecco, allora, i consigli del dott. Ogo Eze, che gestisce uno studio dentistico a Londra, per tornare sulla retta via e avere, così, un sorriso sano e luminoso:

  • Come e per quanto spazzolare i denti: sarebbe buona abitudine lavare i denti almeno 2 volte al giorno. La mattina e la sera sono due momenti fondamentali, ma sono distanti 14 o 15 ore che se dimezzate dal lavaggio post pranzo impediscono ai batteri di riprodursi. La tecnica consiste nello spostare lo spazzolino su e giù, cercando di inclinarlo di circa 45 gradi affinché possa infilarsi delicatamente sotto le gengive dove, solitamente, si depositano residui di cibo e batteri. Non bisogna dimenticare di pulire anche la lingua, magari con gli appositi gommini posti dietro allo spazzolino, per eliminare gran parte dei batteri della placca. Tutta l’operazione di igiene dei denti dura circa 2 o 3 minuti ma, paradossalmente, è importante non lavarli subito dopo aver mangiato perché bisogna dare alla saliva il tempo di neutralizzare l’acido causato da cibo e bevande;
  • tipo di spazzolino: che sia elettrico o manuale, l’importante è utilizzare la tecnica corretta. In entrambi i casi, infatti, bisogna pulire i denti con precisione ma senza aggressività. Sono banditi, perciò, spazzolini eccessivamente duri che potrebbero infiammare le gengive e togliere lo smalto ai denti, a favore di quelli medio-morbidi più delicati. Uno spazzolino con una testa piccola, inoltre, riesce ad arrivare fino in fondo e pulire anche i denti più nascosti e lontani;
  • filo interdentale: è davvero utile? Utilizzarlo è di certo un’ottima abitudine, ma non tutti ne hanno l’esigenza. Molto dipende, infatti, dalla dentatura e dallo spazio presente fra un dente e l’altro: più lo spazio è piccolo più aumenta il rischio di depositi indesiderati. La tecnica corretta consiste nel partire dall’alto, dove ci sono le gengive, e scendere man mano verso l’esterno per trascinare via le impurità. Usare il filo interdentale prima di lavarsi è un’ottima soluzione per liberare lo spazio fra i denti e fare in modo, così, che vi si possa poi infiltrare il dentifricio;
  • collutorio: molti dentisti lo consigliano in caso di infiammazioni particolari alle gengive ma, in generale, il collutorio può annullare gli effetti benefici del fluoro contenuto nel dentifricio. Sarebbe meglio, piuttosto, non risciacquare completamente la bocca e lasciarvi un po’ di dentifricio. La stessa regola non vale per i bambini e per i loro denti da latte che, con un eccesso di fluoro nell’organismo, potrebbero subire dei danni;
  • zuccheri: è bene mangiarli con moderazione e ricordare che sono contenuti non solo nei dolci ma anche nella frutta. Inoltre, è meglio non prolungare l’assunzione di zuccheri durante tutta al giornata perché, in questo modo, la bocca sarebbe costantemente attaccata dai batteri. Bisogna, invece, cercare di farlo in un colpo solo perché in circa mezz’ora o 40 minuti la saliva sarà in grado neutralizzare l’acidità generata.