Una mamma alla prima gravidanza è entusiasta ma in assidua ricerca di informazioni; ci si preoccupa di ogni dettaglio per non arrivare impreparate e per non commettere errori. L’incertezza della prima esperienza a volte porta a strafare.

È importante documentarsi ma bisogna assolutamente resistere alla tentazione di voler conoscere a tutti i costi ogni piccola complicazione che potrebbe insorgere durante la gestazione; questo non fa bene né a se stesse né al bambino.

Già di per sé la {#gravidanza} rende ansiose, e soprattutto quelle donne che non si sentono all’altezza del ruolo che stanno per investire: non tutte traggono dall’attesa un senso di appagamento e sicurezza. Piuttosto, quindi, che leggere dei libri che in ogni pagina, e per ogni nonnulla, consigliano di consultare un medico, è meglio prendersi questo tempo per godere e ammirare, con dolcezza, il proprio corpo che cambia.

Oppure andare in cerca di blog sulla maternità: sono un ottimo supporto per conoscere tutto sulla gravidanza, soprattutto attraverso il parere di donne che hanno già avuto un’esperienza tanto bella e appagante. Saranno molto utili anche dopo la nascita del bimbo, per qualsiasi dubbio.

Mentre alcune donne si sentono più a loro agio in un ospedale con un medico, altre preferiscono un approccio più naturale e intimo alla nascita. Una levatrice, o ostetrica, è in grado di essere vicino alla partoriente in modo molto meno distaccato. È bello ricevere piccole attenzioni, specie al primo bebè, come qualcuno che prepara impacchi caldi e tiene la mano nel momento clou della nascita. E nonostante ciò che si crede, le ostetriche non sono sempre contro l’epidurale.

Se una levatrice e l’idea del parto in casa suscitano troppe incertezze, si può sempre optare per una doula. L’origine etimologica del termine è greca e vuol dire “colei che serve la donna”. Durante le fasi del travaglio e del {#parto}, sempre più strutture ospedaliere – ma ancora poche in Italia – si servono di un’educatrice prenatale, o doula, in grado di soddisfare anche i bisogni emotivi della partoriente, così da darle un sostegno continuo e personalizzato.

Oltre che aiutare la partoriente ad affrontare il suo momento con serenità, il ruolo di questa figura professionale in connessione con altre figure specialistiche è quello di sostenere la coppia, durante tutto il percorso, aiutandola ad accogliere con consapevolezza una nuova vita.

Ma prima del grande giorno ci sono cose che una mamma può fare per sé, alla ricerca della serenità che le farà vivere i suoi nove mesi in armonia: andare al cinema, dormire molto – anche perché dopo si dormirà poco – praticare lo yoga ecc. Se ci saranno angosce meglio parlarne con la propria madre o con il partner, pronti a rassicurare con amore.

Ma ciò che conta più di tutto è il contatto con la propria creatura. Accarezzarsi la pancia, parlare con lui, ascoltare musica rilassante sarà il modo per entrare in sintonia con il feto, stabilendo fin da subito un legame profondo.