Trovare lavoro nel 2012 sembra un’impresa praticamente epica viste le previsioni poco rosee, ma i milioni di disoccupati continuano la ricerca matta e disperatissima. Ecco quindi 10 consigli facili ed efficaci per assicurarsi un’occasione professionale.

Per trovare lavoro bisogna essere organizzati e sistematici. Partiamo con il curriculum vitae, che prima di tutto deve essere ovviamente aggiornato regolarmente. Visto che spesso è guardato dai futuri datori di lavoro con appena una sbirciata, bisogna assicurarsi di tagliare il superfluo. ad esempio via le locuzioni che riguardano le “ottime capacità di comunicazione e organizzazione”. Meglio lasciare che siano i fatti a mostrarlo ed evidenziare invece, in meno parole possibili, le esperienze lavorative più importanti, curiose o interessanti.

Sempre per quanto riguarda il Cv, se si è ormai da tempo alla ricerca di un lavoro non c’è da imbarazzarsi se ci saranno dei buchi consistenti tra un impiego e l’altro. L’importante è riempirli con attività pronte a dimostrare che non si è rimasti con le mani in mano. Volontariato, o corsi di qualunque tipo, lavori temporanei, ma anche aver scritto un blog può essere una risorsa che dimostra le proprie capacità, specie se inerente al proprio progetto lavorativo.

Una volta risolto il Cv bisogna assumere un atteggiamento molto strutturato nella ricerca di lavoro vera e propria. Iniziare con una lista di cose da fare, come inviare un curriculum a tale azienda, partecipare a un evento dove sono presenti professionisti di un certo settore, trovare i contatti di una compagnia. Importante è anche tenere traccia di ogni ricerca. Quindi creare un documento in cui segnare il destinatario di tutti i Cv mandati, per azienda e posizione, segnare dove si è trovata l’offerta, e fare la lista di tutti i siti di annunci di lavoro visitati quel giorno. Così si saprà esattamente a cosa sono servite tutte le ore impegnate nella ricerca di lavoro, e non sembrerà tempo sprecato.

È importante organizzare una scheda preparatoria ai colloqui di lavoro dove si scriveranno i punti che di sicuro verranno chiesti, come le proprie qualità e difetti, aspettative, esperienze passate. E soprattutto fare una scheda con tutte le persone con cui si è venuti in contatto per cercare lavoro.

Fare rete è diventata infatti una formula magica. Bisogna entrare nella modalità stile “Sei gradi di separazione” e considerare che tra chi cerca e chi offre lavoro non c’è una distanza siderale, ma solo una serie di amici e amici di amici. Diventa fondamentale quindi fare più contatti possibili, e affidarsi a Linkedin. Meglio ancora è cominciare subito a chiedere a tutti i propri amici se conoscono qualcuno che offra lavoro, o se hanno qualche contatto con l’azienda dei propri sogni. Il mondo è sempre molto più piccolo di quello che sembra.

Sempre in via preventiva è importante mantenere la propria identità digitale il più candida possibile. Perciò diventa rilevante cercare il proprio nome su Google, ed eliminare qualsiasi elemento negativo, come le foto dove si appare ubriachi, o in desabillé. Bisognerà controllare anche i forum cui si è partecipato, le chat di gruppo, qualunque cosa dove si possa aver lasciato una traccia di sé meno che irreprensibile. Quando il Cv viene appena sfogliato, Facebook e Internet sono invece i primi posti dove un candidato viene ben esaminato.

È necessario anche prendere in seria considerazione un trasferimento nel caso in cui l’azienda dei propri sogni si trovi in un’altra città. Soluzione decisamente costosa, specie se non si ha alcuna entrata, ma si trasforma in un investimento visto che spesso i datori di lavoro prendono in considerazione solo candidati con residenza in quella precisa città o regione. Per aggirare l’ostacolo si può coinvolgere un amico che abiti proprio in quella città, e scrivere il suo indirizzo di domicilio nel proprio Cv per avere almeno un’occasione di colloquio.

Una volta raggiunto l’obiettivo colloquio, è fondamentale non arrivare impreparati. Mostrarsi organizzati è molto efficace, perciò può dare una buona impressione portare con sé penna e block-notes dove prendere appunti, un Cv di scorta, nel caso la stampante del datore di lavoro all’improvviso si rompa, e magari una lista di ex datori di lavoro da usare come referenti.

Di solito alla fine dell’intervista si chiede al candidato se ha qualche domanda da fare. Anche qui è importante non fare scena muta. Certo non bisogna sembrare arroganti, o troppo puntigliosi, o avidi. Ma chiedere ad esempio quali caratteristiche deve avere la persona che cercano o come sarebbe la giornata di lavoro tipo. E soprattutto mostrare il proprio reale interesse per la compagnia, che va oltre la speranza di assunzione.

Per finire, dopo il colloquio, che sia andato perfettamente o meno, e possibilmente entro i due giorni successivi, è un bel segnale mandare una email di ringraziamento, dove si esprime tutta la propria gratitudine per il tempo concesso per l’intervista e manifestate l’onore avuto nell’essere preso in considerazione per quella posizione. Sarà un gesto cordiale, che dimostrerà premura, costanza e determinazione.

Fonte: Savvysugar