Tutto il nutrimento di cui un bambino ha bisogno appena nato è contenuto nel latte. Meglio se materno. L’allattamento al seno è sicuramente il metodo più naturale, ma non per questo il più semplice. L’esperienza e la quotidianità sono importanti alla neo mamma per acquisire sicurezza. La tecnica migliore di allattamento in realtà è il risultato di un rapporto intenso tra mamma e bambino.

Per i primi 6 giorni dopo il parto ciò di cui il bambino si nutrirà sarà il colostro. Vale a dire un latte denso, giallino, ricco di proteine e sali minerali, ma ancora povero di grassi e carboidrati. Da non sottovalutare perché veramente molto ricco di anticorpi materni e linfociti che oltre ad avere  il compito di proteggere il neonato dalle infezioni, svolgono una leggera azione lassativa utile per purificarlo.

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Dal settimo al quattordicesimo giorno arriva il latte di transizione, molto meno denso del precedente. Solo dopo arriverà il latte definitivo, decisamente più liquido, ma comunque pieno di anticorpi e fermenti utili per la flora intestinale del nuovo arrivato.

A questo punto è arrivato il momento di sfatare un assurdo luogo comune: la dimensione del seno non influisce sulla quantità di latte prodotta. In quanto essa dipende dalla suzione del bambino. Tanto più il bambino sarà attaccato al seno tanto più le ghiandole mammarie saranno in grado di secernere latte.

Altre cose sono responsabili di una possibile riduzione di latte: lo stress, il digiuno, la stanchezza. Ecco perché molto spesso è la sera il momento meno propizio per saziare il proprio bambino. Ovviamente durante il periodo dell’allattamento la mamma dovrà stare attenta a ciò che mangia evitando medicine  e sostanze eccitanti come la caffeina o il tabacco. Per alleviare qualche fastidio dovuto alla pesantezza o alla perdita di latte sarà sufficiente munirsi di coppetta da inserire in un reggiseno che sia in cotone, comodo, con spalle larghe e non stretto. L’obiettivo è sostenere non comprimere.

Il bambino potrà allattare da subito. Compito dell’ostetrica sarà proprio quello di insegnare alla neo mamma come fare. L’inizio sarà imbarazzante e sicuramente complicato, mai demordere però, perché ne vale davvero la pena. Il bambino all’inizio farà dalle otto alle dieci poppate al giorno con tempi veramente molto variabili. Alcuni si addormentano attaccati al seno, ma se si prova a staccarli e cominciano a piangere allora vuol dire che hanno ancora fame.

Le posizioni ottimali per allattarlo sono sostanzialmente 3:

  • Seduta collo e schiena ben dritti e il viso del bambino rivolto verso di te con la spalla in linea con la sua testa;
  • Seduta sul letto con i piedi uniti e le ginocchia sollevate un cuscino sul grembo dove appoggiare il bambino di lato con il viso rivolto verso di te;
  • Distesa sul letto. Posizione ottima per le poppate notturne e se il parto ha lasciato dei dolorosi ricordi. Il bambino sdraiato accanto con la testa nell’incavo del tuo braccio.

Al di là della tecnica prescelta l’importante è assicurarsi che il bambino sia comodo e pronto a mangiare. A tal proposito il capezzolo e buona parte dell’areola devono essere assorbiti dalla bocca del bambino.

Le paure più grandi delle neo mamme  sono  quelle di non saper allattare e di non riuscire a nutrire abbastanza il proprio piccolo. Niente panico. Se il primo ostacolo si supera con l’esperienza per il secondo sono due i segnali da tenere sott’occhio. Il peso che dovrà essere controllato anche dal pediatra comincerà ad aumentare dopo il decimo giorno (un calo iniziale del bambino è del tutto normale) e il livello di idratazione facilmente controllabile sia dalla fontanella (la parte molle del capo) che apparirà affossato che dal pannolino che rimarrà per lo più asciutto.

Se allattare in pubblico vi imbarazza, nessuna costrizione, cercate un posto più appartato e rilassatevi, il latte defluirà meglio. E infine cercate di riposare l’allattamento al seno ruba molte energie.