Nei primissimi mesi di vita del bambino, pur allattando esclusivamente al seno e in assenza di ciclo mestruale, la probabilità di concepire è pari al 2% circa, mentre dal sesto mese la percentuale sale fino al 15%, sempre in assenza di ciclo e con una suzione al seno di almeno sei volte al giorno.

L’allattamento come contraccezione naturale non è pertanto sufficiente per proteggersi da una seconda {#gravidanza}. Si dovrebbe infatti usare un altro metodo contraccettivo quando è presente anche una sola delle seguenti condizioni: è ricomparsa la mestruazione, il bambino ha già compiuto sei mesi e l’allattamento materno non è esclusivo. Nelle due settimane che precedono la comparsa della prima mestruazione dopo il parto, inoltre, riprende a pieno ritmo l’ovulazione e di conseguenza anche la fertilità della donna.

«Se una coppia vuole escludere di avere una nuova gravidanza nei primi mesi dopo il parto deve adottare un metodo contraccettivo indipendentemente dall’allattamento. L’ideale sarebbe adottare metodi non ormonali perché gli ormoni sessuali femminili possono in qualche modo influenzare l’allattamento».

Questo il parere di un esperto, il primario all’Ospedale San Giuseppe di Milano Stefano Bianchi: dopo il parto, quindi, è meglio non usare la pillola anticoncezionale classica (associazione di estrogeno e progestinico) ma sarebbe opportuno ricorrere a contraccettivi naturali, tra i quali la minipillola a base di solo progestinico, che si può assumere dopo tre quattro settimane dal parto e che ha l’unico inconveniente di causare piccole perdite ematiche, ma non aumenta il rischio di trombosi.

Il condom rappresenta il metodo con meno complicazioni, poiché a uso esterno, come anche la spirale che impedisce la fecondazione oppure, laddove questa sia eventualmente avvenuta, ostacola secondariamente l’annidamento dell’embrione nell’utero. Generalmente si può usare la spirale dalle sei alle otto settimane dopo il parto, vale a dire quando l’utero ha ripreso la normale dimensione.

I metodi naturali sono poco efficaci durante l’allattamento, poiché dopo il parto ci sono troppe variabili nello stato fisico della donna per valutare la loro efficacia. Il consiglio di sempre è quello di chiedere informazioni al ginecologo di fiducia per una valutazione del caso. Tendenzialmente la prima visita dopo il parto è prevista dopo sei otto settimane.

Nel frattempo ci si può rivolgere anche a un consultorio familiare, all’ostetrica, al pediatra di fiducia o al proprio medico di base. Pianificare la quotidianità anche dal punto di vista sessuale, infatti, aiuta la neomamma a riprendere i suoi ritmi normali e a ritrovare l’intimità con il partner senza troppe ansie.

Fonte: Nostrofiglio