Il Consiglio di Amministrazione della Rai ha deciso di rimandare l’approvazione del nuovo contratto di Bruno Vespa a data da destinarsi.

In un momento di grave crisi economica, i consiglieri Angelo Maria Petroni e Nino Rizzo Nervo hanno ritenuto inopportuno, in un’ottica di contenimento dei costi aziendali, procedere con un contratto troppo costoso.

Il padrone di casa di Porta a Porta, infatti, chiedeva un aumento del 22% rispetto al contratto attuale, che scadrà a metà del 2010. Si vocifera che il cachet richiesto sia equivalente a 1,6 milioni di euro all’anno.

La reazione del giornalista non ha tardato ad arrivare:

Mi pare giusto che il CdA della RAI abbia chiesto un approfondimento su tutti i contratti da rinnovare e non soltanto sul mio. Si potrà così constatare che alcuni elementi del mio contratto risalgono al 2001 e altri al 2004. Se si pensa che quando entrerà in vigore il prossimo l’inflazione del decennio sarà intorno al 22%, è più facile ragionare.

Vespa, inoltre, sottolinea come solo i propri compensi vengano pubblicati sui giornali, mentre quelli di altri colleghi rimangono nascosti:

Mi dispiace che si dimentichi che nel 2001 il direttore generale Cappon stabilì la cifra del mio compenso, calcolando il 15% in meno di quanto offerto a Gad Lerner e Fabio Fazio. Mi dispiace che non si pubblichino i contratti del compianto Enzo Biagi, il contratto precedente e quello attuale di Fabio Fazio, quello di Daria Bignardi e altri ancora. Io sono pronto a confrontarmi pubblicamente con tutti. Peccato che mi manchino gli interlocutori.

A dargli man forte, Franco Bechis, che dalle pagine del quotidiano Libero, calcolatrice alla mano, afferma:

Fra le grandi firme Rai, Vespa vale a puntata meno di Fazio, di Santoro e della Bignardi. E non molto più di Giovanni Floris. Se si divide quel contratto per i minuti di trasmissione effettuati in un anno Vespa costa 145 euro al minuto. Fazio ben 382 euro al minuto, la Bignardi 212 euro al minuto e Santoro 148 euro al minuto. Serena Dandini poco al di sotto: 120 euro a minuto di trasmissione.

A giudicare da queste cifre, il buco nei conti RAI sembra essersi miracolosamente risanato.