Finalmente il momento tanto atteso è arrivato: tavolo appartato, lume di candela, lui e lei si guardano negli occhi… e stanno muti come pesci perché non sanno che cosa dire. Così due innamorati si trasformano in due stoccafissi. E perché mai? Perché non si conoscono alcune dritte su come intavolare conversazioni interessanti e intriganti.

La prima cosa da tenere a mente è questa: vietato monopolizzare la serata parlando solo di sé. L’ideale è parlare per il 25% della serata, lasciando all’interlocutore il restante 75%. Infatti parlare ininterrottamente farà percepire il proprio nervosismo in modo palpabile (e questo non è mai sexy), inoltre farà apparire la fanciulla troppo egocentrica e autoriferita (neppure questo è sexy). Quindi, stop ai discorsi fiume, perché il rischio è che l’uomo, pur di sottrarsi al martirio, dica: “Cara, vado a prendere un’altra porzione di lasagne” e poco dopo stia già sfrecciando in auto verso casa.

Seconda dritta: prepararsi all’incontro. Al diavolo ciò che si dice da sempre, cioè che in ambito sentimentale tutto va lasciato al caso. A furia di lasciare tutto al caso, si finirà per lasciare l’uomo dei propri sogni a un’altra fanciulla. Ipotesi intollerabile. Ecco allora che cosa bisogna fare: studiare l’interlocutore, capire preventivamente che cosa potrebbe intrigarlo in modo da sapere buttare l’amo, certe che ad abboccare sia il pesciolino concupito e non una scarpa vecchia.

Una volta compreso con che tipo di persona si ha a che fare, ecco alcune domande da porre nei primi minuti della serata, in modo da rompere il ghiaccio in modo soft. Si può ad esempio chiedere quali siano i suoi film o libri preferiti, oppure si può chiedere se preferisce le vacanze al mare o in montagna. Quindi si può passare a discutere del suo lavoro, chiedendo quale sia la caratteristica della sua attività che più apprezza.

Dopo averlo ascoltato attentamente (si ricordi il famoso 75%), si può portare la conversazione verso ambiti più privati, chiedendo al cavaliere se ha animali o se gli piacerebbe averne. Se a questa domanda risponde: “Animali? Uhm…a parte la mia ex non ne ho mai avuti”, ci si allontani con una scusa e si chiami un taxi.

Se l’uomo dei propri sogni risponde in maniera civile alle domande fin qui esposte, ci si può interessare alla sua famiglia, magari chiedendo a quale componente sia maggiormente legato. E se risponde con la parola “mamma”, niente paura: uno studio ha recentemente dimostrato come i cosiddetti mammoni siano anche più propensi a essere accudenti e affettuosi con le compagne. Però se gli si chiede a quale familiare voglia più bene e lui risponde “alla mia moto”, beh, è tempo di fuggire. A quel punto ci si trasforma in Marzullo, ci si fa una domanda e ci si risponde da sole: “Che ci faccio con uno così?”. Intanto il taxi dovrebbe già essere arrivato.