Il matrimonio rende felici? Stando agli esiti di una ricerca condotta dalla Cornell University parrebbe di no, o perlomeno non del tutto. Lo studio, condotto da un team di sociologi guidati dalla professoressa Kelly Musick, è stato portato avanti per sei anni su un campione di quasi tremila cittadini statunitensi;  lo scopo iniziale era in realtà quello di mettere a fuoco i benefici del vincolo coniugale. A sorpresa, però, i ricercatori hanno appurato che le coppie conviventi presentavano un maggior livello di benessere e di autostima rispetto alle coppie sposate.

La  convivenza sembra trarre il proprio punto di forza dal rinnovo quotidiano del patto amoroso: chi fa questa scelta, insomma, sente più forte il legame nei confronti del compagno e il fatto di non avere uno status sentimentale giuridicamente riconosciuto e vincolante, sembra aumentare appunto l’autostima. I sostenitori del {#matrimonio} non devono però preoccuparsi troppo, poiché la ricerca statunitense ha posto in rilievo un dato ulteriore e non trascurabile.

La  coppia sposata, infatti, gode in assoluto di maggior salute: questo dato sembra andare di pari passo con i risultati di altre ricerche secondo cui gli uomini sposati, in particolare, versano in condizioni di salute assai migliori rispetto ai single e ai conviventi. E ora si arriva al punto vero e proprio: il dato immutabile è quello riguardante i poveri single, che in tema di salute, benessere e felicità se la passano peggio di tutti. Peggio di loro stanno, per ragioni facilmente intuibili, gli innamorati non corrisposti e gli sposati desiderosi di divorzio.

La conclusione dello studio condotto dalla Cornell University sembra mettere tutti d’accordo: andando al nocciolo della questione, i ricercatori ammettono che le differenze tra matrimonio e convivenza non sono poi così marcate e, in ogni caso, tendono progressivamente all’affievolimento grazie al passare degli anni.

Fonte: WakeUpNews