Secondo il commediografo romano Terenzio, “i litigi degli amanti rinnovano l’amore”. Questo a riprova del fatto che già nel passato più remoto la discordia nella {#coppia} era considerata un fatto non solo normale ma anche sano, ovviamente entro certi limiti. Infatti non è nemmeno lontanamente ipotizzabile che due persone innamorate abbiano gli stessi identici punti di vista su tutto. Il confronto è un momento sano, se inserito all’interno di una pacata dialettica di coppia.

L’importante, quindi, è saper gestire in maniera corretta la discussione quando questa rischia di farsi troppo rovente. Ecco allora alcuni suggerimenti utili per non avere paura di litigare con il partner. Anzitutto, occorre concentrarsi sull’argomento che ha scatenato la discussione, evitando di scantonare: il pericolo, infatti, è di lasciarsi trascinare dalla rabbia del momento offendendo il partner e pronunciando parole di cui poi ci si potrebbe pentire amaramente.

Un esempio: uno dei due se la prende con l’altro perché in preda a un attacco di gelosia, ma non volendolo ammettere inizia a criticare il fidanzato/fidanzata con accuse che in realtà ben poco, se non nulla, hanno a che fare con il vero motivo della rabbia. Il risultato? Un diverbio che poteva essere solo un temporale estivo diventa un acquazzone in grado di spazzare via tutto, coppia compresa. E non vale mai la pena di rovinare un sentimento a causa dell’improduttiva gestione della tensione momentanea.

Altro suggerimento utile: fare una pausa. In questo modo ci si consente reciprocamente di fare sbollire la rabbia, evitando così che volino parole, piatti, suppellettili e qualunque altra cosa si trovi sulla traiettoria di guerra. Spesso qualche minuto di stop fa in modo che entrambi i partner comprendano la futilità del litigio e non è raro che al secondo round tutto finisca con un abbraccio e tante risate.

Importante è anche controllare il proprio tono di voce: tra il miagolio di chi alza bandiera bianca e il ruggito della tigre sanguinaria c’è una via di mezzo, che va assolutamente osservata. Niente strilli e urla, tono il più possibile pacato: questo aiuta a mantenere la propria rabbia entro limiti accettabili e a non fare degenerare la discussione. Soprattutto consente ai due amanti litigiosi di non trasformarsi, agli occhi dei vicini, nella telenovela di turno. Non c’è niente di più fastidioso che cogliere sui volti dei dirimpettai il ghigno di chi ascolta i litigi altrui gustando pop-corn come al cinema.  

Corollario di un tono di voce pacato è una comunicazione non verbale consona: se a voce si dice al proprio compagno che va tutto bene ma lo si guarda con occhi da iena e magari gli si punta il dito indice contro, è evidente che il malcapitato penserà: “Houston, abbiamo un problema”. Se nei giorni successivi del compagno nessuna notizia, inutile continuare a cercarlo pensando che sia caduto in un pozzo o sia stato rapito dagli alieni. Starà scappando il più lontano possibile da quello che gli appare come un pericoloso meteorite.

In conclusione, occorre fare di tutto per mantenere un’atmosfera distesa anche quando si litiga: ovviamente questo può sembrare difficile, specialmente se magari si convive e per l’ennesima volta, entrando in bagno, si viene colte dal dubbio che il compagno abbia ingaggiato una lotta con Superman a suon di carta igienica. Gli uomini sono come i cani: vanno addomesticati con regole semplici e non trattabili. Ma questo è un altro capitolo.

Fonte: She Knows