La Corte per i diritti europei di Strasburgo ha preso una decisione storica, dichiarando possibile a una donna austriaca l’adozione della figlia della sua compagna, avuta da una relazione con un uomo. Il precedente apre mille porte (anche se non si tratta sicuramente del primo passo) per alcuni semplicemente inconcepibili. Per altri si tratta invece  di un’importante spiraglio verso l’acquisizione di diritti legittimi.

Non voglio addentrarmi in questioni psico-sociali troppo complesse per  essere affrontate nelle poche righe di un post; non voglio dare giudizi morali e non voglio perpetrare falsi buonismi. Non saprei nemmeno, francamente, che parere esprimere. Voglio solo accendere uno spotlight su un piccolo punto del palcoscenico. Un punto in cui rimane fermo, sullo sfondo, un personaggio che troppo spesso viene considerato secondario.

Parlo dell’amore. Banale? Forse. Ma più reale di qualsiasi disquisizione filosofica, checchè ne si voglia dire. Il fatto è che l’amore è strano: è altamente soggettivo. Ma nello stesso tempo è la cosa più oggettiva che ci distingua come esseri umani pensanti e provanti, dopo l’intelletto.

I sintomi sono oggettivi; l’alterazione delle percezioni è oggettiva; i desideri sono oggettivi. Quel che scaturisce dall’amore è una questione di tutti, belli, brutti, bianchi, neri, etero o gay. Per questo è oggettivo e non si può far finta di non riconoscerlo, l’amore.

Ha delle conseguenze inevitabili l’amore. Non guarda in faccia a nessuno. Non si cura del fatto che tu sia un’amante oppure un omosessuale. Non gli importa se qualcuno o qualcosa ti mette i bastoni fra le ruote: lui arriva quando vuole, e travolge tutto. E porta con sè strascichi riconoscibilissimi, inevitabili. Volersi sposare, volere dei figli, ad esempio. Sono strascichi consueti dell’amore. Anche se la società e/o la “natura” apparentemente non te li concedono. Anche se gli altri non lo capiscono.

Continuo a non riuscire ad esprimere un parere netto in merito a questo spinoso argomento, e forse questo è indice di vigliaccheria. Però mi sento di pormi e porvi una domanda: vista dalla prospettiva di quello spotlight che ho acceso senza pretese, la questione assume qualche sfumatura differente? Oppure ci ricorda soltanto che l’amore, in fondo, è anche un atto di puro egoismo?!?

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