Dopo la guerriglia scatenata dai vandali a Roma durante la protesta degli indignati, le autorità avevano paura che anche il corteo No Tav sarebbe stata una buona occasione per intrufolarsi tra i manifestanti e colpire le Forze dell’Ordine.

Invece ieri sembra che la manifestazione pacifica si sia conclusa senza incidenti e nel rispetto della legalità.

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Gli indignati della protesta No Tav questa volta hanno tagliato la rete di recinzioni per entrare nella zona che venerdì scorso era stata segnalata dal prefetto di Torino come interdetta alla circolazione. Arrivati alla seconda recinzione, però, i partecipanti al corteo non sono riusciti a oltrepassarla e sono stati costretti a tornare indietro fino alla baita Clarea.

Ed è stato lì che le Forze dell’Ordine hanno raggiunto il corteo per impedire l’avanzata dei manifestanti, tra cui moltissime donne. Ma, a differenza di quanto è accaduto a Roma, la protesta è rimasta pacifica: da una nota della Questura di Torino si legge che non sono stati causati danni al cantiere della linea Torino-Lione.

I partecipanti alla manifestazione hanno allestito una tavolata per consumare il pranzo a base di polenta, e dopo l’assemblea hanno lasciato in modo ordinato la baita. Un vero esempio di civiltà da parte di coloro che hanno scelto di recarsi alla marcia pacifica, come sottolinea il capo del movimento No Tav Alberto Perino:

«Abbiamo scontentato tutti quelli che gufavano e che volevano le botte. Rifaremo le manifestazioni fino a quando le reti del cantiere non cadranno. La partita è lunga ma ce la faremo. Ora il motto non è più “sarà dura” ma “è dura”.»

Fonte: Adnkronos