Secondo il dietologo Ishi Khosla, ci sono cinque alimenti che possono essere consumati in una normale dieta e che aiutano a prevenire il colesterolo o a tenerne sotto controllo il livello presente nel sangue. Questi cibi sono l’avena, l’orzo, la soia, il tè verde e la fibra di psyllium.

Per quanto riguarda l’avena, il segreto è nella fibra, che oltretutto ci consente di proteggerci da malattie croniche, come quelle cardiache e il diabete. L’avena e i suoi derivati contengono una fibra solubile che aiuta a diminuire l’LDL, meglio conosciuto come colesterolo cattivo, ma lascia invariati i livelli di HDL, il cosiddetto colesterolo buono: il rapporto col colesterolo migliora, da qui la prevenzione contro le malattie cardiache.

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Anche la soia è un alimento che ci protegge dal colesterolo, perché invece aumenta l’HDL e diminuisce l’LDH, prevenendo l’ossidazione del colesterolo cattivo e impedendo l’ossidazione dei vasi sanguigni. Per cui via libera a gelati di soia, latte di soia, germogli di soia, salsa di soia (un ottimo sostitutivo del sale) e così via. Una bella insalata di germogli con salsa di soia, con cetrioli e pomodori, può essere l’ideale per l’imminente primavera, anche se l’attenzione per il colesterolo non è una vostra priorità.

Il tè verde, come hanno dimostrato numerosi studi, può abbassare la concentrazione di colesterolo nel corpo, la pressione arteriosa e inibisce la coagulazione del sangue, fornendo una certa protezione contro le malattie cardiovascolari. Accanto al tè verde, se proprio non vi piace, potete pensare al tè nero: il tè contiene comunque quantità di acido folico, che aiuta a ridurre il rischio di malattie cardiache e cancro. Se potete, meglio utilizzare il tè in foglie, che oltre a rappresentare un rito simpatico per la sua preparazione, ha un gusto più forte e più deciso rispetto al tè in busta.

Pure l’orzo ha degli effetti salutari sul cuore, perfino più dell’avena. La fibra contenuta nell’orzo ritarda l’assorbimento dei grassi e del colesterolo nell’intestino, perché tende a legare i sali biliari, aumentando la rimozione del colesterolo dal corpo e il grasso. Decisamente utile per il fegato. Infine, c’è il psyllium, la cui buccia è ricca di fibre che esercitano un ruolo cardio-protettivo, e agisce un po’ come l’avena, ma in più ha un’azione più sensibile sui trigliceridi.