Tutti noi abbiamo un amico chef, cuoco o proprietario di qualche locale. E se il locale ci piace particolarmente, potrebbe esserci un certo imbarazzo ad averlo a cena: un ospite che ama la qualità sarà sicuramente molto esigente. Un simile invito a cena potrebbe causare davvero una grande ansia da prestazione, direttamente proporzionale alla stima culinaria che abbiamo del nostro ristoratore. Il segreto però è puntare davvero sulla qualità.

Gli antipasti devono essere semplici, e come al solito basta un po’ di fantasia, che in cucina è sempre fondamentale. Utilizzate salami e formaggi di qualità, magari presi dall’azienda agricola a due passi da casa. Inoltre, ci sono gastronomie che possiedono prodotti realizzati in loco, magari dalle stesse persone che gestiscono l’esercizio. Mettete un po’ di cosette insieme, un po’ di formaggio di pecora a spicchi, del buon felino (che non è un gatto, ma un salame un po’ più spesso del cacciatorino) a fette, e della verdura sottolio. Raggruppate tutto in coppette divise, nel caso ci fosse qualche vegetariano tra voi, in modo da non “contaminare” la verdura con il salame. Si trovano anche al supermercato degli ottimi peperoni sottolio ripieni di tonno, che possono servire ai vostri usi. In un piattino posizionate anche della nduja o della ricotta forte con alici, che servirete insieme al pane.

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Per quanto riguarda il primo piatto, anche qui la qualità non deve essere messa da parte. Una ricetta facile è veloce può essere una pasta con melanzane o zucchine a dadini, pesto e peperoncino. Particolarmente consigliate per questo pasto le ruote pazze di Cavalieri, nominate anche nel film di Ferzan Ozpetek “Mine vaganti”, hanno la particolarità di restare al dente e non scuocere mai, neppure con la cuoca più inesperta. Il loro costo varia secondo le regioni, tra i 2 e i 3 euro per 500 grammi.

Il secondo piatto deve essere vagliato attentamente, soprattutto se si ha effettivamente anche un vegetariano tra i commensali. In questo caso, si possono realizzare dei simpatici involtini di melanzane grigliate, ripieni di formaggio e ricoperte con una salsina. Provate con della salsa messicana in cui avrete messo un po’ di maionese (guardate bene e scartate quella che contiene l’amido modificato, se siete salutisti), origano e magari peperoncino per rinforzare il gusto della salsa.

Se non ci sono vegetariani, si può scegliere tranquillamente tra carne e pesce: in quest’ultimo caso, una bistecca di pesce spada salva sempre da qualunque impaccio, ma ricordate, se la fate in padella di saltarla con un po’ di vino bianco e aggiungere qualche aroma. Se optate per la carne, un barbecue è sempre la situazione ottimale. Se siete in tanti, oltre a voi e al ristoratore, potete decidere di prendere un porcellino da latte e mangiarlo tutti insieme.

Infine, mettere insieme frutta e dolce potrebbe essere una buona soluzione, soprattutto a cena, per cui si rischia che data l’ora ci resti tutto sullo stomaco. L’ideale è comprare un gelato artigianale: restate sul classico, fiordilatte e cioccolato.

Il gelato potrebbe venire servito con delle fragole tagliate, un po’ di panna oppure del cioccolato liquido e un po’ di rum. Se mettete del vino a tavola, provate a cercarne un po’ senza solfiti, non ubriaca e ha tutto il sapore del “fatto in casa”, ma attenti a due cose: assaggiatelo per vedere se è stato fatto a regola d’arte (a volte il vino artigianale rischia di sapere d’aceto), e non vi fate ingannare se lo acquistate in una gastronomia, dove i vini imbottigliati, per definizione, contengono i solfiti.