Sabrina Misseri e sua madre Cosima Serrano restano in carcere: è questa la decisione presa da Pompeo Carriere, il gup del tribunale di Taranto, che con un bel “no” ha deluso le aspettative dei legali delle due indagate per l’omicidio di Sarah Scazzi.

Le motivazioni che sono state date in risposta all’istanza di scarcerazione sono la presenza di gravi indizi a carico di zia Cosima Serrano e Sabrina Misseri e la possibilità che mamma e figlia possano fuggire o addirittura provare a inquinare le prove. Insomma, se è vero che i panni sporchi si lavano in famiglia, è necessario far luce sul mistero che aleggia attorno alla morte della piccola Sarah.

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Il “no” del giudice anticipa la probabile decisione di rinvio a giudizio nei confronti di Cosima Serrano e Sabrina Misseri: l’accusa è quella del sequestro di Sarah Scazzi, del suo omicidio e di occultamento di cadavere con la complicità dello zio, Michele Misseri.

Se non fosse per l’ulteriore rinvio a giudizio, Sabrina sarebbe libera dal 27 novembre. La giovane donna è entrata in carcere il 15 ottobre 2010, quando suo padre puntò il dito contro di lei raccontando alle autorità di come Sabrina avesse partecipato al delitto di Sarah. Subito dopo, Michele Misseri cercò di assumersi tutta la responsabilità dell’accaduto, ma un’intercettazione di un colloquio in carcere con una sua nipote è stata usata per smentire la sua deposizione.

Insomma, ancora una volta il mistero si infittisce e dopo che la Cassazione ha smontato l’operato del Tribunale di Taranto per mancanza di indizi, il gup ha deciso di provvedere a risolvere il caso il prima possibile.

Fonte: Rai News 24