Resteranno ancora in carcere Cosima Serrano e Sabrina Misseri.

Il tribunale del riesame di Taranto ha infatti rigettato la richiesta di scarcerazione presentata dai legali delle due donne, accusate dell’omicidio e della soppressione del cadavere di Sarah Scazzi.

Galleria di immagini: Cosima Serrano

La zia e la cugina della vittima restano quindi sottoposte a custodia cautelare nel penitenziario di Taranto, dove Sabrina è stata portata il 15 ottobre scorso, mentre la madre Cosima soltanto il 26 maggio. La decisione di negare la scarcerazione è giunta dopo molte ore di camera di consiglio, e le motivazioni del rigetto saranno rese note entro i prossimi 30 giorni, come previsto dalla legge.

I legali fanno sapere che faranno ricorso in Cassazione, ma per domani è attesa una decisione del Tribunale d’Appello che potrebbe persino aggravare la posizione delle due donne. La Procura di Taranto ha infatti richiesto che ai capi di imputazione che gravano su Cosima Serrano e Sabrina Misseri, venga aggiunto quello per sequestro di persona, inizialmente non accettato dal GIP.

Secondo l’accusa a uccidere la piccola Sarah, di appena 15 anni, sarebbe stata Sabrina Misseri, che avrebbe facilmente strangolato la cugina assai più esile di lei. La madre Cosima l’avrebbe supportata e aiutata, mentre il padre Michele Misseri sarebbe totalmente estraneo alla scena del delitto, e sarebbe stato coinvolto solo in seguito dalle due donne, costringendolo ad aiutarle nel far sparire il corpo di Sarah e ad addossarsi la colpa del delitto.

Il Tribunale del riesame sembra aver quindi aver considerato plausibili le accuse fatte al Cosima e Sabrina, e confermato la necessità della loro permanenza in carcere.