Nonostante la grande crisi c’è chi proprio non riesce a rinunciare alla qualità dei prodotti cosmetici di natura biologica i quali, nonostante i prezzi spesso superiori alla media, risultano essere spesso grandi alleati di bellezza. I prodotti eco-bio sono tantissimi e mirano a prendersi cura non solo della pelle ma anche dei capelli.

Il mercato dei cosmetici biologici è un settore in piena crescita e che non conosce crisi e infatti, secondo i dati raccolti dall’UniPro, alla conclusione di questo 2012 saranno proprio le erboristerie ad aver registrato un aumento degli incassi con un buon 5,9% in più di vendite; anche a giudicare dai dati dell’istituto Organic Monitor il settore dei prodotti di bellezza eco-bio è in forte crescita poichè quest’anno ha prodotto all’incirca 14 miliardi di euro in tutto il globo. A quanto pare, quindi, la nuova regola sembra essere prendersi cura di se stessi e della propria pelle con impatto ambientale pari a zero.

Ma i prodotti eco-bio sono davvero tutti sani? Sul mercato di questo genere di prodotti se ne vedono tantissimi e spesso scegliere quelli giusti è davvero difficile. Così, il settimanale “Il Salvagente” ha stilato una lista che valuta l’aggressività delle sostanze contenute in 28 dei prodotti più venduti nelle erboristerie e sono: i docciaschiuma (10), le tinte per i capelli (8) e le creme per il viso ed il collo (10).

Dall’indagine svolta dal settimanale è emerso che in molti prodotti spesso sono contenute delle fraganze che possono causare forti allergie oltre che ai coloranti e la dermatologa Chiara Canci ha spiegato che spesso, tali profumi ed additivi vengono agguinti per rendere più gradevole un prodotto che allo stato grezzo risulterebbe fastidioso all’olfatto:

«Chi è allergico ai profumi deve usare cautela: non dimentichiamoci che uno shampoo alla mela verde che ci inebriava qualche anno fa, ma ormai sparito dagli scaffali, era totalmente sintetico e non aveva mai visto una mela. Quello dei profumi, in fondo, è il male minore. Bisogna piuttosto fare attenzione alle piante utilizzate nei composti, perché sono esse stesse delle entità biologiche chimicamente complesse e possono essere causa di problemi alla pelle, come la dermatite allergica da contatto o l’orticaria».

Come fare quindi a riconoscere un prodotto buono da uno cattivo? Innanzitutto è sempre meglio optare per prodotti certificati e controllati da organismi autorizzati come ad esempio l’Icea; poi, un’altra garanzia, può essere la presenza di nomi in latino sull’etichetta poichè vuol dire che quelle sostanze non hanno subito alcun processo chimico mentre quelli che non sono del tutto naturali sono segnalati in inglese.

Fonte: Repubblica.it