Una crema, da applicare come i più comuni cosmetici, potrebbe riparare definitivamente i danni subiti a causa di malattie come tumori della {#pelle}, infiammazioni e addirittura i segni dell’invecchiamento. I risultati entusiasmanti della ricerca sono stati dimostrati e diffusi dalla Northwestern University, ateneo dell’Illinois, promettendo un interessante passo avanti per quanto riguarda non solo la {#bellezza}, ma anche la salute dello strato più superficiale dell’epidermide.

A salvaguardare lo stato della pelle è l’azione di carriers sferici di acidi nucleici, sostanze microscopiche ma particolarmente efficaci che, riuscendo a penetrare in profondità grazie alle proprie dimensioni, raggiungono direttamente le cellule da trattare. Una volta arrivati a destinazione, gli acidi agiscono sulle proteine alterate, disattivandone i geni che hanno prodotto tale cambiamento.

A parlare della rivoluzionaria scoperta è stato Chad Mirkin, direttore del laboratorio di ricerca in patologia della pelle dell’ateneo statunitense che si è impegnato nel lavoro pubblicato sulla rivista Proceeding of the National Academy of Sciences:

«La nuova tecnologia è stata dimostrata su modelli animali e di pelle umana e necessita di ulteriori approfondimenti, ma il sistema funziona e non abbiamo riscontrato effetti indesiderati. I principali target della nuova nanotecnologia in grado di distinguere i geni mutanti da quelli normali, sono il melanoma e il carcinoma basocellulare, i processi infiammatori comuni a molte malattie della pelle come la psoriasi e le ulcere diabetiche e infine l’invecchiamento della pelle che provoca la formazione delle rughe».

Fonte: Ansa