Scade oggi la possibilità di deroga della data di scadenza sulla metodologia con cui vengono testati i cosmetici. A occuparsene sarà la Commissione Salute del Parlamento Europeo che, attraverso una consultazione popolare, dovrà decidere se concludere questa pratica inutilmente dolorosa nel 2013, come già stabilito, oppure spostare al 2019 la data di scadenza.

Le procedure con cui vengono testati i trucchi e i cosmetici sono molto dolorose e lunghe, l’obiettivo è quello di valutare l’eventuale livello di tossicità e la sua influenza sull’organismo umano. Nella prima fase del test viene iniettata per lunghi periodi, anche per parecchi mesi, una dose non letale del principio attivo in modo da valutarne la tollerabilità. Nella seconda fase, si osserva il percorso della sostanza tossica all’interno dell’organismo, infine si analizza la sua eventuale azione sulla funzione e sulla fertilità sessuale, oltre che per lo sviluppo della prole.

Esistono, da diversi anni, metodologie alternative ai test sugli animali, che molte aziende cosmetiche hanno introdotto da tempo annullando la pratica barbarica di seviziare conigli, cani, topi e scimmie.

Ma pare che la Commissione Salute del Parlamento Europeo abbia deciso di muoversi in silenzio, senza informare adeguatamente i cittadini europei, ma facendosi influenzare apertamente dalle Lobby Farmaceutiche che gestiscono totalmente il mercato e pongono la loro mano sulle leggi.

Merito della Leal, dell’associazione di “Chi li ama li segua” e di “GeaPress”, se questa notizia è passata dall’oscurantismo più totale al passaparola serrato di Facebook.

Esiste la possibilità di una raccolta firme tramite un appello online; per comodità è stata redatta una lettera che circola su Facebook da 3 soli giorni, il tempo utile con cui la Leal e le altre associazioni sono riuscite a carpire le informazioni e a divulgarle sfondando la barriera di omertà informativa.

La procedura è facile, basta compilare la lettera e spedirla oggi via email all’indirizzo indicato.

Una deroga al 2019, senza una reale consultazione popolare, sarebbe del tutto irregolare. E conferirebbe ancora più potere alle case farmaceutiche, già notevolmente avvantaggiate dalla scandalosa modifica della legge sulla vivisezione votata l’8 settembre in soli 10 minuti e di cui abbiamo parlato ampiamente anche noi.

In commercio potete reperire una serie di articoli definiti Cruelty Free, ovvero non testati sugli animali.