La Costa Concordia, ormai nient’altro che un immenso relitto adagiato davanti all’Isola del Giglio, ha ieri restituito altri otto corpi. A causa delle condizioni meteo avverse, però, solo quattro delle vittime sono state estratte dalla nave mentre per le altre si tenterà il recupero oggi stesso.

I corpi che è stato possibile portare alla luce si trovavano in corrispondenza del ponte 4 della Costa Concordia, nella zona sommersa della nave da crociera. Tra questi sembra purtroppo esservi anche la piccola Dayana Arlotti, la bambina riminese di cinque anni in crociera con il suo papà, per la quale la mamma aveva lanciato uno straziante appello.

Galleria di immagini: Costa Concordia

Le vittime del naufragio dell’ammiraglia della Costa Crociere salgono così a 25, mentre il numero dei dispersi scende a 14 persone. Il ritrovamento della bambina, probabilmente Dayana, insieme ad una donna e ad un uomo, è stato possibile grazie alle informazioni ricavate dai sopravvissuti della tragedia, i quali avevano indicato l’ultima posizione in cui la bimba era stata avvistata.

In questi giorni si cercherà di dare un nome certo alla piccola vittima e alle altre persone ritrovate insieme a lei. La mamma di Dayana, che è subito accorsa al Giglio, ha richiesto di non riconoscere direttamente la figlia, ma di effettuare un esame del DNA. Per lei e per molte altre famiglie si stanno spegnendo le ultime flebili speranze di ritrovare i propri famigliari miracolosamente ancora in vita.

Intanto, altre sette persone sono state iscritte nel registro degli indagati dalla procura di Grosseto, e vanno ad aggiungersi al comandante Francesco Schettino e al suo vice Ciro Ambrosio. Si tratta di Manfred Ursprunger, vicepresidente della Costa crociere, il capo dell’unità di crisi Roberto Ferrarini, il fleet superintendent Paolo Parodi, e quattro ufficiali presenti sulla Costa Concordia. I reati contestati sono naufragio, omicidio colposo e omessa comunicazione alle autorità marittime

Font: Reuters