Le polemiche per le bestemmie al Grande Fratello, colpevoli dell’eliminazione di Pietro Titone, Massimo Scattarella e Matteo Casnici, hanno tenuto banco su tutti i media negli ultimi giorni. I più autorevoli critici televisivi, tra cui l’opinionista ufficiale della trasmissione Alfonso Signorini, si sono affrettati a condannare gli episodi volgari occorsi nella casa di Cinecittà, abusando però di una fin troppo spietata veemenza. L’unico personaggio televisivo che con coraggio si è opposto a questo j’accuse generalizzato è Costantino della Gherardesca che, dalle pagine del proprio blog, lascia un’interpretazione sicuramente intelligente di quanto accaduto.

Secondo Costantino, la decisione di escludere i concorrenti bestemmiatori dal reality è altamente diseducativa, al contrario di quanto affermato dalla produzione Mediaset. L’accettazione coatta, l’assimilazione de facto della gravità della bestemmia, rende i partecipanti ancora “più ignoranti di prima”, perché non hanno avuto modo di riflettere su quanto accaduto e sull’eventuale, e non provata, gravità del tutto. Non si tratta di accettare tout court la bestemmia televisiva, bensì di sviluppare uno spirito critico sia nei concorrenti che nel pubblico a casa.

L’intervento di Costantino della Gerarardesca prosegue quindi con una critica alla televisione stessa, troppo ancorata a canoni ormai obsoleti e, allo stesso tempo, poco coraggiosa.

I direttori delle varie reti televisive dovrebbero vergognarsi e strappare il cordone ombelicale dalla mentalità dei loro genitori che guardavano Corrado in ciabatte mentre mangiavano i bucatini davanti alla tv. Freud e Darwin docet, non Iva Zanicchi. Lo sapeva benissimo Mark Thompson, il direttore generale della BBC, quando si è rifiutato di levare dal palinsesto Jerry Springer: The Opera, un opera considerata blasfema (ma che è passata anche per Carnegie Hall), nonostante le pressioni da parte delle associazioni Cristiane. Anche il più criticato direttore nella storia della BBC è un GENIO in confronto ai nostri migliori uomini.

Alle dichiarazioni dell’opinionista televisivo, risulta naturale aggiungere anche un legittimo dubbio: con tutte le volgarità che la televisione quotidianamente propone, quali lo sfruttamento della donna oggetto, le risse fra politici, i morbosi accanimenti sui fatti di cronaca, la bestemmia può assumere ancora una tale rilevanza? È assolutamente corretto preservare i sentimenti della fetta di pubblico religiosa, ma la reazione appare ampiamente spropositata. Tutti e tre i concorrenti espulsi durante la diretta di ieri hanno bestemmiato senza esserne pienamente colpevoli, sovrappensiero o durante attimi di tensione. Ogni singolo episodio si è risolto nell’arco di pochissimi secondi e, se non fosse montata un’indignazione spropositata, il pubblico non avrebbe nemmeno avuto la possibilità di accorgersi di quanto accaduto. Il tutto, al contrario di quanto avviene quotidianamente in salotti televisivi più blasonati, dove le risse di turno o i fisici mozzafiato di succinte ragazze in abiti da lap dance vengono mostrati con orgoglio, e con maliziosa premeditazione, a onor di telecamera.