Costretta a prostituirsi per garantire le cure di suo figlio. Questa era la vita di una giovane romena, giunta in Italia con la solita falsa promessa di una vita migliore e di un lavoro e obbligata dalle continue violenze a vendere il suo corpo.

Proveniente da un villaggio molto povero, la ragazza è madre di un bimbo di due anni, malato e bisognoso di costanti cure mediche.

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Il gruppo di connazionali che l’ha introdotta nel nostro paese ha ben presto svelato le proprie reali intenzioni, minacciando di non garantire più le cure mediche al figlio della ragazza se questa non avesse ceduto alla prostituzione.

La donna è stata liberata dai Carabinieri del gruppo operativo di Pinerolo, in provincia di Torino, insieme con altre 6 giovanissime (tra loro tre minorenni). Suo figlio è invece ora ricoverato presso una locale struttura sanitaria.

Le donne venivano costrette alla strada con minacce, percosse e talvolta anche con l’utilizzo di cocaina per “aumentare” le prestazioni. Veniva private di tutto il ricavato giornaliero, intorno ai 500 euro, e tenute rinchiuse in una casa senza possibilità di contatto con i familiari. In manette sono finiti quattro cittadini romeni d’età compresa tra i 24 e i 29 anni, due dei quali già condannati nel paese d’origine per reati connessi con lo sfruttamento della prostituzione.

Fonte: La Repubblica