Da Ascomac: ”Subito i pagamenti da parte della PA, la riqualificazione delle città e la messa in sicurezza del territorio”.

La crisi, che dal 2007 coinvolge il mondo delle costruzioni, continua ad avere le sue ripercussioni negative anche in un comparto strategico per l’edilizia, quale quello delle macchine movimento terra. Difficoltà che si manifestano da tempo: dal 2007 al 2011 si è rilevata una contrazione complessiva della domanda di questi macchinari pur indispensabili in un settore di grande rilevanza per la produzione edilizia.

All’origine, anche i mancati pagamenti da parte della Pubblica Amministrazione, oltre ad altri fattori di grande impatto produttivo ed economico. Il settore delle costruzioni è stato escluso, infatti, dalla direttiva sui ritardati pagamenti ed è inammissibile. In proposito, anche per Ascomac è del tutto inaccettabile l’esclusione delle costruzioni dalla direttiva sui ritardati pagamenti.

Dice la presidente di Ascomac Elisa Cesaretti: ”Le imprese non solo del nostro settore stanno scomparendo a causa di inefficienze non proprie. Bisogna che il Governo espliciti con chiarezza l’applicazione della norma anche al settore dei lavori pubblici, altrimenti non ci sarà futuro per migliaia di imprese, che aspettano da mesi, se non da anni, una soluzione al problema, e ciò sia per i crediti maturati che per quelli futuri”.

Di fatto, i mancati pagamenti da parte della Pubblica Amministrazione stanno producendo un danno incolmabile alle imprese, molte delle quali sono costrette a chiudere; urge, quindi, attivare gli investimenti per la riqualificazione, la messa in sicurezza del territorio e il riassesto idrogeologico. Secondo Ascomac le risorse economiche sono necessarie per guardare al futuro non solo dell’edilizia, ma anche del settore casa e urbanistica in tutti i suoi risvolti.

Solo così sarà possibile, sottolinea Ascomac, si può ”tornare a valorizzare il patrimonio delle imprese di questo settore, formato da innovazione tecnologica, alta efficienza, formazione, professionalità degli operatori, che, in assenza di liquidità ed in presenza di burocrazia e extra costi, rischia di non trovare più collocazione nel mercato interno, ormai fermo da troppo tempo”.

Chi è Ascomac: è la Federazione Nazionale Commercio Macchine adente alla Confcommercio Imprese per l’Italia e Socio di Federcostruzioni e rappresenta a livello nazionale la filiera della distribuzione e dei relativi servizi delle macchine operatrici ed attrezzature di lavoro da cantiere.