Come in un film horror, il virus letale è stato creato in laboratorio. Ma non è un film, e il laboratorio è olandese, uno di quelli dell’Erasmus Medical Centre di Rotterdam. Si tratta di un agente patogeno estremamente contagioso, creato a partire dal virus dell’influenza aviaria A/H5N1, modificato geneticamente. I ricercatori guidati dal virologo Ron Fouchier, che hanno prodotto questa potenziale arma biologica, vorrebbero pubblicare i risultati del loro lavoro, ma la comunità scientifica si oppone.

Secondo il team olandese, si tratta di una grande scoperta a tutela della salute, e non il contrario. Sul sito dell’Università viene spiegato infatti che la ricerca condotta permetterà agli scienziati di riconoscere il momento in cui un virus dell’influenza aviaria può diventare minaccioso per la popolazione, e prevenire una pandemia.

L’influenza aviaria ha attirato l’attenzione di tutti gli scienziati del mondo, curiosi di scoprire se il virus potesse o meno divenire letale. Adesso che dai Paesi Bassi arriva la risposta – e pare che la trasformazione sia più semplice del previsto – le polemiche sono particolarmente accese. Il clima preoccupato agita la comunità scientifica, che è consapevole della possibilità che il virus possa finire nelle mani sbagliate e divenire una minaccia. Ma Ron Fouchier, provando a rassicurare, scrive:

«Ora che sappiamo che il contagio di questo virus può avvenire con molta più facilità, è utile diffondere i risultati di questa scoperta, al fine di aiutare nello sviluppo tempestivo di farmaci e vaccinazioni. Inoltre, assicuro che la ricerca è stata condotta seguendo gli standard di sicurezza e che dallo studio non è derivato alcun rischio per l’uomo e per l’ambiente».

Intanto, la variante geneticamente modificata del virus A/H5N1 è uno dei virus più pericolosi mai prodotti. Ma, come ricorda Fabrizio Pregliasco, virologo dell’Università degli Studi di Milano, lo scambio di conoscenze è importante, se non fondamentale, per la ricerca scientifica. Non pubblicare i risultati, infatti, potrebbe generare allarmismi non alla portata concreta del virus, perché magari non si tratta dell’inizio dell’Apocalisse.

Fonte: Erasmus Medical Centre.