Le creme schiarenti sono un prodotto cosmetico particolarmente amato dalle donne asiatiche, sempre attente al candore della loro pelle, ma anche dalle donne africane ed indiane che, all’inseguimento della bellezza occidentale, cercano di sbiancare viso e corpo.

Creme potenzialmente molto dannose, importate illegalmente e contenenti ingredienti non ammessi dall’Unione Europea o usati in modo improprio: la Guardia di Finanza di Torino ne ha di recente sequestrate 2 tonnellate.

I cosmetici, venduti in negozi etnici ed individuati a seguito di controlli diretti presso gli esercizi commerciali, contenevano sostanze dannose per la salute o impropriamente usate come il mercurio, l’idrochinone e il cortisone che possono causare problematiche anche molto gravi non solo alla pelle (iperpigmentazione, ipertricosi), ma a tutto l’organismo (danni al fegato, problemi ormonali, ipertensione, diabete).

Il maxi sequestro, culminato con il ritiro di 2 tonnellate di prodotti da 14 attività nel quartiere Aurora di Torino, con l’individuazione della ditta fornitrice e della sua titolare, ora indagata per i reati di immissione in commercio di medicinali e prodotti cosmetici dannosi, ha portato alla luce una tendenza beauty molto diffusa e l’inseguimento di un falso mito di bellezza in grado di distruggere non solo la pelle, ma anche la vita delle persone.

L’allarme viene dall’AIFA – Agenzia Italiana del Farmaco - che diffonde sempre di più la consapevolezza della pericolosità di tali cosmetici provenienti dalla Cina e dall’Africa, talvolta resi ingannevoli dalla presenza di diciture quali “Made in Italy”, ma in realtà prive di AIC, Autorizzazione all’Immissione in Commercio.

Tendenza beauty che si aggrappa al falso mito de “il bianco è bello” e che spinge sempre più numerose donne africane a cospargere corpo e viso per anni con creme sbiancanti dannose alla ricerca di una bellezza utopistica e fortemente insana, all’inseguimento di una maggiore accettazione di se stesse e di un ruolo in società molto spesso discriminato dal colore della pelle.

Se i controlli frontalieri e sul territorio intervengono per bloccare l’importazione e la diffusione di questi cosmetici dannosi, altro discorso è la necessità dell’accrescimento della consapevolezza sulla quale bisognerebbe lavorare molto di più a livello locale ed internazionale, seguendo esempi meritevoli come Forever Clair, il brand di Grace Amey-Obeng che produce cosmetici made in Ghana specifici per esaltare la bellezza delle donne di colore ed allontanare la tendenza diffusa dello sbiancamento.

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