Non avere un lavoro, ma nemmeno cercarlo. Questa è la condizione che accomuna un numero sempre crescente di italiani, e tra questi spicca una vasta componente femminile: donne disoccupate e inattive, senza un impiego e scoraggiate a tal punto da non muovere un dito per trovarlo.

L’Istat parla chiaro, evidenziando come le cifre che riguardano gli inattivi nella penisola siano ai massimi storici dal 2004. In Italia il popolo degli aspiranti lavoratori che vorrebbero un posto di lavoro, ma non lo cercano, ha raggiunto la quota 3 milioni di unità, delle quali moltissime sono donne.

Gli inattivi rappresentano l’11,6 per cento della forza lavoro complessiva, mentre le donne in questa condizione corrispondono al 16,8 per cento del popolo rosa, contro il 1,9 per cento degli uomini. Si tratta di dati ancora più significativi se comparati con le cifre che arrivano dagli altri paesi della UE, infatti, stando alle stime Istat in Italia si trova circa un terzo degli 8,6 milioni di inattivi residenti in tutta l’Unione Europea.

Uno scoraggiamento diffuso, quindi, sembra caratterizzare la forza lavoro femminile più che quella maschile, complice non solo la difficoltà nel trovare un’occupazione, ma anche le problematiche relative alla conciliazione tra lavoro e vita privata, e la carenza di strumenti di sostegno che spesso è causa di abbandono.

Fonte: Agi